Descriviti coi libri – Book Tag #1

Girovagando sul web mi sono imbattuta in un bel po’ di Book Tag che man mano vorrei riproporvi. Credo sia un modo molto comodo per potervi parlare di più libri contemporaneamente, conoscerci meglio e perché no? Farci due risate!

Cominciamo:

1) Sei maschio o femmina?

51Q+++Ii16L._SX362_BO1,204,203,200_

Per rispondere a questa domanda non posso che citare il libro della mia infanzia: Piccole Donne! Non credo ci sia bisogno di descriverne il motivo.

 

 

2) Descriviti.

downloadCome già vi avevo accennato Elena McGill e suo marito Roger protagonisti di Il Parnaso Ambulante e La Libreria Stregata sono il mio esatto alterego letterario. Della prima ho sicuramente la voglia di rinnovarmi del secondo l’ambizione e l’amore spassionato per i libri…usati! Potrei dire di non  sapermi descrivere meglio di Christopher Morley!

 

3) Cosa provano le persone quando stanno con te?

download

 

Difficile rispondere a nome d’altri, la mia è più una speranza che un fatto, spero che le persone, in generale, ma più precisamente quelli che amo, si trovino con me come se fossero a casa loro, come Isabel in Le mie cene con Edward.

 

4) Descrivi la tua relazione precedente.

51sMWXyQDYL._SX339_BO1,204,203,200_

Prima della mia attuale relazione non ho avuto altre esperienze, la mia era una relazione con me stessa. Il libro adatto a descrivere questa mia condizione è Piccole donne crescono! Mi sono sempre rispecchiata in Jo March, impulsiva fin dall’infanzia, che ha dovuto imparare a modulare e modellare la propria indole prima di esser pronta per l’amore.

 

5) Descrivi la tua relazione attuale.

51gvDlRpvNL._SX323_BO1,204,203,200_

 

La mia relazione attuale dura da quasi 8 anni, e avvicinandosi il giorno del fatidico sì credo che il modo più adatto per descrivere la nostra relazione sia Luna di miele a Parigi.

 

6) Dove vorresti trovarti?

51oDkjaJ+RL._SX332_BO1,204,203,200_

Facile, Hogwarts!!! Perciò Harry Potter e la Pietra Filosofale. Attendo ancora con ansia la mia lettera, sono sicura che il Ministero provvederà presto a consegnarla; d’altra parte, se la burocrazia è lenta come in Italia, staranno ancora sistemando i danni della guerra!

 

7) Come ti senti nei riguardi dell’amore?

è solo una storia d'amore

 

Credo di non aver capito bene la domanda, io la intendo così: in quale libro hai letto dell’amore esattamente come lo intendi tu? È solo una storia d’amore. L’amore, per come lo intendo io, è come un ballo di coppia fatto di passione, tecnica affinata negli anni e un pizzico di magia che non guasta mai per mantenere vivo il rapporto.

8) Come descriveresti la tua vita?

51pNFbXR8GL._SY264_BO1,204,203,200_QL40_

 

La mia vita è un casino! Non fraintendetemi, lo è nel più bello dei modi: sempre di corsa,  piena di impegni, di gente, di risate e di tante cose ancora da imparare esattamente come nel Le avventure di Pinocchio!

 

9) Cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?

51MBla3R3SL._SY264_BO1,204,203,200_QL40_

 

Facile: essere una strega! perciò dico Harry Potter e il prigioniero di Azkaban è il mio preferito di tutta la saga!

 

 

10) Di qualcosa di saggio.

51RJ-fLEulL._SX324_BO1,204,203,200_

 

“Vivi bene. Semplicemente, vivi.” lo dice Will in Io prima di te, è una frase sicuramente ad effetto che in quel particolare contesto e pronunciata da quel personaggio, la rendono ancora più efficace.

 

11) Una musica.

51k15xVDIvL._SY264_BO1,204,203,200_QL40_

 

Il suono del mondo a memoria è una graphic novel letta da poco e presto ci sarà la recensione: il libro ha una sua musica!

 

 

12) Chi o cosa temi? 

71wrbTmL4BL

 

Nonostante la mia età spesso mi ritrovo a pensare alla vecchiaia dei miei cari e a volte anche alla mia. Il mio timore più grande è che tutti si dimentichino di me e  mi abbandonino in una casa di cura  come Emilio in Rughe.

 

13) Un rimpianto.

51tobQ6iWjL._SY264_BO1,204,203,200_QL40_

 

Amo viaggiare anche se non ne ho avuto mai, economicamente parlando, la possibilità. Spero di rifarmi presto e godermi finalmente anche io, Il giro del mondo in 80 giorni – magari meno di corsa!

 

14) Un consiglio per chi è più giovane.

41qyHbuO4TL._SY264_BO1,204,203,200_QL40_

 

Più che consiglio, quella che offro ai più giovani, è un’arma di difesa: “I Diritti Imprescrittibili del Lettore”,scritti e spiegati da Daniel Pennac in Come un romanzo. Presto ci sarà la recensione.

 

15) Da evitare accuratamente!

51Bmt2t8UFL

 

Alcune di voi mi odieranno ma io dico Un incastro imperfetto. Un libro banale, diseducativo, una storia d’amore insulsa, insignificante e socialmente inaccettabile!

 

Ecco finito il Tag! Sentitevi tutti taggati vorrei conoscere le vostre risposte! Alla prossima, Miriam

La Libreria Stregata

download

TITOLO: La libreria stregata

AUTORE: Christopher Morley

EDITORE: Sellerio Editore

PAGINE: 280

PREZZO: €10,20 

 

Parnaso in casa

R. e E. Mifflin

Benvenuti gli amatori di libri

Questo negozio è stregato

Se dovessi un giorno lasciare la vendita online per quella in negozio, sarebbe questa l’esatta insegna che trovereste sopra la mia libreria (con il mio nome, magari!). Avete presente quei libri che ti regalano dicendoti “questo è il libro per te!” e in cuor tuo sai che non potrai amare nessun libro allo stesso modo di Harry Potter…Beh, strano ma vero La libreria stregata di Christopher Morley entra a gamba tesa nella mia top ten e, anche se non ve lo state chiedendo, ecco i vari motivi.

Primo fra tutti, incredibile a dirsi, è la trama! La libreria stregata è l’esatto miscuglio di tutto ciò che vorrei trovare in un libro: amore, avventura, mistero e sopratutto libri. Avevamo lasciato Roger ed Elena alla guida del Parnaso ambulante e li ritroviamo con il Parnaso in casa, l’amore per i libri invariato e la loro coppia più affiatata che mai; a questo idilliaco quadretto domestico aggiungete un fedele cagnolone, una ragazza da introdurre al commercio librario, un giovane pubblicista innamorato e le inevitabili conseguenze della fine della prima guerra mondiale, ora mischiate il tutto e il gioco è fatto! La libreria stregata è il seguito del Il Parnaso Ambulante ma si possono considerare come due libri distinti soprattutto per il cambio di prospettiva, infatti nel primo romanzo è Elena la protagonista, in questo il nostro eroe indiscusso è Roger.

Ed ecco il mio secondo motivo: Roger! Roger è un uomo appassionato, pieno di zelo, carismatico e amante dei libri, in più di un’occasione ho dovuto prendere nota delle sue frasi che esprimevano i miei stessi pensieri, nel modo migliore. Tra le tante citazioni di cui ho preso nota, voglio condividere con voi quella che per il mio lavoro, sento più vicina:

La vita di un libraio è demoralizzante per l’intelletto. – Egli è circondato da innumerevoli libri, non gli è possibile leggerli tutti; ne esamina a caso uno, e rosicchia una briciola di un altro

Roger è senza dubbio il mio alter ego maschile!

2 La Libreria Stregata - Foto

Terza ed ultima ragione, per cui questo libro rientra nella mia top ten, è Christopher Morley. Per me, è davvero difficile dire che un autore mi ha conquistata, perché negli anni non ho mai letto sotto questa ottica, lo avrò fatto giusto un paio di volte (vedi Rowling e Austen), di norma mi innamoro dei libri e non dei loro autori, in questo caso è stato un doppio colpo di fulmine sia con il romanzo che con l’autore. Christopher Morley è uno scrittore intelligente, ironico, conciso e caratterizzante. Cercando in giro mi dispiace non aver trovato molte notizie su di lui e le poche recuperate sono contrastanti; ma non mi demoralizzo ho intenzione di recuperare tutte le sue opere e coltivare questo mio piccolo grande amore!

Penso di poter concludere qui, perché se continuassi a scrivere arriverei a svelarvi tutto e a togliervi il piacere della lettura; perciò, credo sia scontato dirlo, è un libro che consiglio a tutti, anche a te che credi che questo non sia il tuo genere, per dirla con le parole di Roger: “La gente ha bisogno di libri, ma non lo sa. Ignora in generale che esistono i libri che le occorrono.”

Buona lettura!

A presto, Miriam

La sarta di Dachau

26 marzo Titolo: La Sarta di Dachau

Autore: Mary Chamberlain

Editore: Garzanti

Pagine: 318

Prezzo: € 16,90 Rilegato – € 7,99 Ebook

 

 

La sarta di Dachau, scritto da Mary Chamberlain, è stato definito il fenomeno letterario del 2015, edito in lingua originale da Random House, arriva nelle librerie italiane  grazie a Garzanti, nel gennaio del 2016.

Cominciamo con ordine, e perciò partiamo dalla trama:

Londra, 1939. Ada Vaughan non ha ancora compiuto diciotto anni quando capisce che basta un sogno per disegnare il proprio destino. E il suo è quello di diventare una sarta famosa, aprire una casa di moda, realizzare abiti per le donne più eleganti della sua città. Ha da poco cominciato a lavorare presso una sartoria in Dover Street, e la vita sembra sorriderle. Un viaggio imprevisto a Parigi le fa toccare con mano i confini del suo sogno: stoffe preziose, tagli raffinati, ricami dorati. Ma la guerra allunga la sua ombra senza pietà. Ada è intrappolata in Francia, senza la possibilità di ritornare a casa. Senza soldi, senza un rifugio, Ada non ha colpe, se non quella di trovarsi nel posto sbagliato. Ma i soldati nazisti non si fermano davanti a niente. Viene deportata nel campo di concentramento di Dachau. Lì, dove il freddo si insinua senza scampo fino in fondo alle ossa, circondata da occhi vuoti per la fame e la disperazione, Ada si aggrappa all’unica cosa che le rimane, il suo sogno. L’unica cosa che la tiene in vita. La sua abilità con ago e filo le permette di lavorare per la moglie del comandante del campo. Gli abiti prodotti da Ada nei lunghi anni di prigionia sono sempre più ricercati, nonostante le ristrettezze belliche. La sua fama travalica le mura di Dachau e arriva fino alle più alte gerarchie naziste. Le viene commissionato un abito che dovrà essere il più bello della sua carriera. Un vestito da sera nero, con una rosa rossa. Ma Ada non sa che quello che le sue mani stanno creando non è un abito qualsiasi. Sarà l’abito da sposa di Eva Braun, l’amante del Führer… 

Mi soffermerò poco sulla storia, se non per confermare quanto detto dalla stampa internazionale, si narra dell’amore, della guerra e della speranza in un modo tutto diverso e indimenticabile. Sicuramente non passerà inosservato l’aspetto dedicato ai sogni e al desiderio instancabile di raggiungerli, sono loro che spesso ci mantengono in vita.

Non avevo mai letto nulla riguardante la seconda guerra mondiale e, in generale, mi sono sempre ben guardata dal farlo. Sono una persona molto sensibile a certi argomenti e a volte, per proteggermi, ho voluto allontanare da me alcuni discorsi. Ho visitato musei e visto film sul tema, ma tutti molto distanti, temporalmente parlando, l’uno dall’altro ma mai avevo letto qualcosa su quest’epoca storica. Leggere un libro è diverso:  le immagini si auto costruiscono nella mente e rimangono lì, impresse, sei tu il loro creatore e tu che le rendi reali, vivide, incancellabili.

Leggere un libro, con questa consapevolezza, è diverso!

Ada Vaughan è una protagonista particolare, per la quale non si simpatizza subito, anzi. All’inizio la trovavo infantile, viziata e ingenua ma poi il suo vissuto l’ha cambiata al punto che non amarla è stato impossibile. Come già vi accennavo nel Le mie cene con Edward, di norma tendo a immedesimarmi nei personaggi dei libri che leggo, tendo a capirne il linguaggio, le aspirazioni, le gioie ma anche le paure e i dolori, con Ada non è stato così e solo alla fine ne ho colto il motivo: io, non volevo immedesimarmi nella protagonista e soprattutto nel suo dolore.

Questo libro mi ha portato a riflettere molto sulla mia vita, sulla morte e sulla guerra. Durante la seconda guerra mondiale molte coscienze si sono lavate con la frase “io non ne sapevo niente” (come se non ci fossero state le leggi razziali a presagire il disastro) ma oggi, con i social, le breaking news, le foto e i video: quanto possiamo tirarci indietro e dire “io non lo sapevo”? Non voglio fare la morale a nessuno, ma è un libro che senza dubbio mi ha messo in discussione rispetto ai tanti fatti che ogni giorno mi limito ad osservare con cinico distacco.

Lo so, pensavate che sarebbe stata una recensione leggera, e invece… ma ogni tanto un po’ di sana autocritica è utile.

È un libro che consiglio a tutti, niente da aggiungere.

Alla prossima, Miriam

Il giro del mondo in 80 giorni

19-febbraio

 

Il giro del mondo in 80 giorni è una delle opere più famose dell’autore francese Jules Verne, pubblicato per la prima volta nel 1873, è considerato un classico d’avventura.

Come è facilmente intuibile dal titolo, il libro tratta del giro del mondo effettuato in 80 giorni dall’inglese, ricco, celibe e abitudinario, Phileaps Fogg e dal suo servitore Gambalesta. L’espediente, che da inizio all’avventura, è una scommessa tra il nostro protagonista ed altri membri del Reform Club di cui l’inglese è socio. Tra coincidenze, incontri, salvataggi improbabili e fughe improvvise, si srotola il filo della storia trasportando il lettore in luoghi esotici e stranieri al limite della fantasia.

Romanzo d’avventura e classico giovanile, è stato sviscerato in ogni sua parte e in ogni dove su internet, perciò trovo inutile dilungarmi in una dissertazione critica di cui non ho né le competenze né le capacità, ma penso sia più giusto parlare del mio personale approccio a questa lettura.

Il giro del mondo in 80 giorni si trova nella mia libreria da oltre 10 anni, un regalo d’infanzia completamente dimenticato. L’ho ritrovato qualche giorno fa e per curiosità, o più  probabilmente per la mia mania dei classici, ho cominciato a leggere.

Il tema principale del romanzo è sicuramente il viaggio. Quando si parla di un viaggio se ne intendono in realtà due: quello interiore e quello fisico. I protagonisti non ritornano alle loro vite nello stesso modo in cui erano partiti,  come spesso accade  nella vita, i viaggi: arricchiscono,trasformano, comprendono, forgiano, mostrano i veri valori.

Cosa mi porto dentro di questo libro? Sicuramente la voglia di viaggiare! La meticolosa descrizione di Verne mi ha fatto sognare paesaggi ad occhi aperti, dei quali adesso mi è rimasta la curiosità di vederli personalmente.

Ci sono libri che capitano proprio al momento giusto. Quando ho letto Il giro del mondo in 80 giorni stavo vivendo un periodo in cui tutto sembrava non funzionare o comunque non funzionare per il mio verso, per quello che ritenevo corretto, non so se Verne voleva lasciare anche questo messaggio, ma quello che ho colto è che non sempre quello che vogliamo ottenere è tanto importante come quello che abbiamo già ottenuto e questo libro, in un modo che scoprirete leggendolo, ne è la prova.

Consigliato a chi è attento, a chi viaggia e a chi piacerebbe, a chi ha un buon amico, a chi casca sempre in piedi, a tutti quelli insomma a cui piace leggere, sognare e credere che anche da un libro possano uscirne ottimi suggerimenti.

A presto, Miriam

 

Le mie cene con Edward

29-gennaio

 

Le mie cene con Edward è un libro di Isabel Vincent, edito da Garzanti, nelle librerie da  novembre 2016.

Lo avevo notato subito per la bella copertina. Mi ricordava il Natale, le feste, la compagnia e così visto che cercavo qualcosa da leggere per entrare nel mood natalizio l’ho comprato, poi i vari impegni hanno preso il sopravvento e la lettura è stata rimandata a questo mese.

Ho riflettuto molto su questo libro e su come scrivere questa recensione: per la prima volta mi trovo in un’ambiguità di giudizio.

Ma cominciamo con la trama, vi riporto ciò che c’è scritto nel risvolto della  sovraccoperta:

“È una fredda sera d’inverno e le vacanze di Natale sono da poco trascorse, quando Isabel bussa svogliatamente alla porta di Edward. In quel momento vorrebbe non aver mai promesso alla sua migliore amica di fare compagnia al padre mentre era fuori città. Ancora non può sapere che quell’anziano signore che in cucina sta preparando uno squisito arrosto e un soffice soufflé è un cuoco straordinario, e sta per cambiarle per sempre la vita. Con quella cena ha infatti inizio una delle più improbabili amicizie: lui ha 93 anni, e non pensa ad altro che alla sua amatissima moglie da poco scomparsa; lei di anni ne ha soli 40, e dopo l’ennesima delusione sentimentale ha deciso che non si fiderà mai più dell’amore. Ma giorno dopo giorno, quasi senza accorgersene, sia lei sia Edward si scopriranno di nuovo capaci di sorridere e di gioire, pronti a scoprire il sapore dimenticato della felicità.”

Di solito, quando mi approccio ad una nuova lettura, cerco, per la prima parte del romanzo, di entrare in relazione con il protagonista, cerco similitudini nei comportamenti, nelle amicizie, nelle scelte, nei discorsi qualcosa che lo possa ricondurre a me. Spesso accade quando si tratta di storie di rinascita, formazione o biografie, so che forse non è il metro più adatto per giudicare ma a mia discolpa posso dire che non capita sempre. Perché ho parlato del mio approccio alla lettura perché in Isabel non ho visto nulla di me, forse perché non siamo coetanee o forse perché non ho mai subito delusioni d’amore (lo so, sono fortunata! Ho conosciuto l’uomo della mia vita a 16 anni e il prossimo anno me lo sposo!) ad ogni modo non sono riuscita ad entrare in relazione con lei e perciò credo di non aver colto in pieno il messaggio del libro.

Il romanzo è ben scritto e ben strutturato, ti accompagna nelle vite dei protagonisti portata dopo portata. Le cene con Edward non saranno il semplice sfondo della storia, ma la colonna portante su cui tutto l’impianto narrativo si regge.

Alcuni aspetti mi hanno colpito. Primo tra tutti: l’ambientazione, siamo abituati a leggere o vedere storie ambientate nella sfavillante e sempre attiva New York, la maggior parte delle volte vista da Manhattan, il romanzo invece copre tutto un altro distretto: Staten Island, decisamente meno accattivante del primo, ma allo stesso tempo con la sua ragion d’essere.

Un altro aspetto, forse un po’ più banale: è la cucina o meglio il modo di cucinare. Edward non solo sceglie i migliori ingredienti della città ma anche il miglior modo per abbinarli, cucinarli e servirli, e a me, che sono a mala pena in grado di accendere il forno, ha creato un senso di sfida,  di mettermi alla prova in un ambito fino ad ora inesplorato, perché è vero che la buona cucina suscita il buon umore e di buon umore si fanno scelte migliori.

Ma ciò che più mi ha colpito di questo romanzo è la sincera amicizia tra Isabel ed Edward, fatta di confidenze, di rimproveri e sorprese, è vero che nei momenti di difficoltà avere un amico accanto può salvarti.

Per concludere è una storia che si può riassumere nella frase che troviamo scritta sulla copertina “L’amore per la vita è un piatto che va servito caldo”.

Un libro che non mi sento perciò di bocciare. Vi invito tutti a leggerlo e a rifletterci su, dai più giovani ai meno giovani, da chi è innamorato e a chi dell’amore non ne vuole sapere nulla, da chi ama cucinare e a chi mangiare, a tutti coloro che amano la vita nonostante tutto.

Alla prossima,

Miriam

 

Il Parnaso Ambulante

15-gennaio

 

Ed eccoci ritrovati con la prima recensione del 2017. Il Parnaso Ambulante è un romanzo scritto da Christopher Morley nel 1917 e pubblicato, nella versione italiana, da Sellerio Editore nel 1992.

Il libro, che conta poco più di 100 pagine nel formato della Sellerio, narra la storia di Elena McGill. Dopo una vita dedicata al fratello e alla loro fattoria, acquista da Roger Mifflin, un venditore di strada, il “Parnaso ambulante”: un carro, contenente il più svariato genere di libri da vendere nelle campagne della Nuova Inghilterra. Ha inizio così la sua avventura.

Tre sono, a mio parere, i temi principali di questo storia: l’amore, il viaggio e l’emancipazione. Analizziamoli ordinatamente.

L’amore è un tema che fa ancora scrivere di sé. Ci sono amori romantici, poetici, tormentati, nascosti, non corrisposti ma quello descritto nel “Parnaso Ambulante” è un altro tipo d’amore di cui sarebbe meglio parlarne attraverso le parole di Roger Mifflin:

Quando si vende un libro ad una persona, non gli si vendono soltanto dodici once di carta con inchiostro e colla, gli si vende un’intera nuova vita. Amore e amicizia e umorismo e navi in mare di notte; c’è tutto il cielo e la terra in un libro, in un vero libro intendo[…]è un nuovo campo d’azione, ma per le ossa di Whitman, ne vale la pena! è questa la cosa di cui ha bisogno questo paese: più libri!

Inutile dire che per me amante, lettrice e commerciante di libri ritrovare questa frase è stato come leggere un mio pensiero espresso in maniera decisamente più eloquente.

Il viaggio è un tema molto caro agli autori americani, sottintendendo con esso non solo un viaggio fisico ma personale, di crescita e libertà. Il viaggio non fa da sfondo alla storia né è utilizzato come espediente narrativo ma è esso stesso l’essenza del racconto, dove insieme allo svolgersi dei paesaggi si svolge la riscoperta personale di Elena. Vi ritroverete a viaggiare con lei.

L’ultimo tema da me evidenziato è l’emancipazione. Il romanzo si apre su Elena McGill, una donna di 39 anni che si autodefinisce grassa. Vive in una fattoria con il fratello, felice della sua condizione, finché questi non decide di diventare scrittore e da lì iniziano i loro problemi. Penso che più la volontà del fratello di diventare scrittore e accantonare i suoi doveri nella fattoria, quello che stizzisce Elena è la sua personale incapacità di trovare un posto nel mondo e di vivere veramente secondo i suoi desideri. Dopo una vita passata a rincorrere  il tipo ideale di altri è difficile porsi, in tarda età, certe domande. Sarà il Parnaso a risvegliare in Elena la forza e la volontà di riprendere in mano la sua esistenza.

Un libro che personalmente terrò nel cuore per svariati motivi. In Elena ho rivisto la me di due anni fa, nonostante la differenza di età molto spesso, in passato, mi sono posta le sue stesse domande, sono stati i libri ad aver risposto per me.

Consigliato vivamente a tutti: ai lettori appassionati, agli innamorati, a coloro che viaggiano, a quelli che parlano solo di libri, a quelli che si sentono troppo giovani per certe cose e a quelli che si sentono troppo vecchi, a  quelli che di questa passione ne hanno fatto un lavoro, a coloro che, come Roger ed Elena, fanno circolare, a modo loro, buoni libri!

A presto, Miriam

Reading Challenge 2017

8-gennaio

Reading Challenge 2017

  • Una raccolta di storie
  • Un libro sull’oriente
  • Un libro romantico
  • Un libro con l’autore con il tuo nome
  • Una graphic novel
  • Un libro di fiabe o favole
  • Un libro che parla di libri
  • Un thriller
  • Un libro storico (non per forza realistico)
  • Un libro che racconta di una malattia
  • Un libro che hai amato da bambino
  • Un libro magico
  • Un libro con meno di 100 pagine
  • Un classico russo
  • Un classico inglese
  • Un classico italiano
  • Un classico francese
  • Un best seller del 2016
  • Un best seller del 2015
  • Una saga
  • Un libro che parla di viaggi
  • Un libro usato
  • Un libro comprato in un’altra città
  • Un libro regalato
  • Un libro auto regalato
  • Un libro con protagonista femminile
  • Un libro con protagonista maschile
  • Un libro che consiglieresti a tutti
  • Un libro di fantascienza
  • Un libro horror
  • Un libro con un fattore atmosferico nel titolo
  • Un libro con un’emozione nel titolo
  • Un libro con il nome di una città
  • Un libro con il nome di un paese
  • Un libro con una festa nel titolo
  • Un libro con un numero nel titolo
  • Un libro che ti ricorda un momento felice
  • Un libro che ti ricorda una persona
  • Un libro menzionato in un altro libro
  • Un libro menzionato in una serie tv
  • Un libro menzionato in un film
  • Un libro in cui è stato fatto un film nel 2016
  • Un libro preso con i saldi
  • Un libro preso dalla libreria dei tuoi genitori/ amici/ parenti
  • Un libro della biblioteca
  • Un libro che hai paura di leggere
  • Un libro di un autore che ami
  • Un libro di cui sei scettico
  • Un libro che ti hanno consigliato
  • Un libro che ti faccia ricordare l’anno trascorso

Piccole Donne

img_3383

Piccole donne è il più famoso romanzo di Louisa May Alcott che pubblicò, per la prima volta in un unico volume, nel 1880.

Il romanzo racconta la storia delle quattro sorelle March: Meg, Jo, Beth ed Amy. Le ragazze vivono con la madre, mentre il padre è in guerra, trascorrono le giornate con il caro amico Laurie e, tra i problemi adolescenziali, crescono diventando piccole donne.

Come sempre, quando recensisco un classico, non posso che approcciarmi in punta di piedi perché, come ormai saprete, è sempre difficile parlare di un libro di una certa portata; perciò, più che decantarne le lodi e confermare quanto sia indiscutibilmente adatto ai ragazzi, preferisco parlare del mio personalissimo approccio a quest’opera.

Piccole Donne è stato il mio primo romanzo, avevo circa 8 anni e già una vena romantica angloamericana. è il libro che più di tutti mi ha cambiato la vita e non per la storia in sé, di cui vi dirò più in là, ma perché con la delicatezza dei romanzi di un tempo e la narrazione leggera adatta all’età mi ha accompagnato per mano in un mondo fatto di avventure, sogni, luoghi sconosciuti, amori romantici e tragedie che attraverso l’amore per questo libro e poi per la lettura non ho più abbandonato.

La storia delle sorelle March ci sembra così lontana nei tempi e nei modi da non sembrare adatta ai ragazzi di oggi, eppure superato il primo approccio si nota come Piccole Donne sia in realtà più attuale che mai. Nonostante parli di 4 ragazze non si limita a descrivere un comportamento femminile ma più semplicemente umano. Si fa spesso riferimento a come modulare la propria impulsività, valutare le priorità, che l’essere viene prima dell’apparire, a come le persone tutte, ricche o povere che siano, hanno molto più valore del possesso e che ognuno di noi porta con sé un dono che va scoperto, curato e lasciato fiorire.

Una storia di altri tempi ma forse no, una storia adatta ai più piccoli ma che non disdegnerei da adulta, una storia che insegna e che aiuta a crescere come le quattro Piccole Donne.

Quale è stato il vostro primo romanzo? Fatemi sapere con un commento!

Miriam

 

Il Bassotto e la Regina

img_3269

Il bassotto e la regina è un libro scritto da Melania G. Mazzucco, edito da Einaudi e pubblicato nel 2012.

Di questa storia non definirò il genere letterario, essendo un impreciso miscuglio tra favole e fiaba, mi limiterò a specificare che non si tratta di un racconto solo per bambini.

I protagonisti del racconto sono animali: coraggiosi, impavidi, fedeli, orgogliosi e altruisti; a questi si affiancano gli uomini che di magico e fantasioso hanno ben poco.

Non volendo proporre un riassunto né tantomeno spoilerare nulla, passerò direttamente agli apprezzamenti.

Ho amato innanzitutto le dimensione, parliamo di un libro che tutto considerato non supera le 70 pagine. Potrebbe sembrarvi insolito, ma sono sicura di trovare consensi per questa mia affermazione, che di una storia se ne apprezzino innanzitutto le piccole dimensioni, ma quando si è sempre di corsa trovare il tempo per leggere è davvero difficile  e con storie molto lunghe facilmente si perde il filo del discorso.

La storia si camuffa da favola per raccontare con “leggerezza” argomenti seri e delicati, da spiegare ai più piccoli ma di cui anche i grandi dovrebbero prendere consapevolezza.

Un libro che fa riflettere e su cui riflettere, un libro che ti sbalordisce e tramortisce, un libro da leggere.

Fatemi sapere che ne pensate, se qualcuno di voi l’ha letto o se lo ha fatto leggere ai più piccoli. Vi aspetto qui sotto nei commenti.

Alla prossima recensione.

Miriam

Dopo di Te

img_3255

Nonostante il fatto che io non sia mai stata un’amante dei sequel, soprattutto se non pensati sin dall’inizio, come nel caso di Harry Potter, ho affrontato il libro senza essere prevenuta nei suoi confronti. Ho amato Io prima di te e pensavo di potermi innamorare di Dopo di te. Non è stato così.

Procediamo con ordine: Dopo di te è l’attesissimo seguito di Io prima di te scritto da Jojo Moyes e pubblicato da Mondadori nel maggio del 2016. Ritroviamo Louisa due anni dopo la morte di Will  intenta a fronteggiare una serie di vicissitudini che sconvolgeranno nuovamente e completamente la sua vita.

Ora, dopo averlo presentato, concedetemi di passare alle critiche. Perché non mi è piaciuto? Potrei dire tante cose ma, per evitare spoiler, mi limiterò a descrivere due macro problemi che ho riscontrato nel corso della lettura, o almeno lo sono stati per me.

In Io prima di te lasciamo Louisa alle prese con la sua nuova vita, con in mano la lettera di Will, un conto a lei intestato, tante cose da fare e il suo immenso dolore. Nel mio immaginario Louisa avrebbe pianto la scomparsa di Will ma avrebbe “vissuto bene”, come lui le aveva chiesto nella lettera, possibilmente realizzando il sogno di iscriversi ad una scuola di moda, oppure cercando casa e trovando, forse, poi un nuovo amore. Tutte le mie illusioni si sono scontrate con la triste realtà del libro e tutto quello che io volevo solo immaginare è diventato realtà…

Un altro grande problema è che tutta la storia ha dell’incredibile! Già in Io prima di te avevo avuto questa sensazione, ma il tema trattato e  le forti emozioni provate l’hanno acquietata; qui, invece, è uscita più prepotente che mai! Non credo sia possibile nella vita reale vivere, o gestire, tutte queste situazioni, nonostante certo al giorno d’oggi se ne sentano di tutti i colori! Questo seguito mi è sembrato sforzarsi di voler dare un senso ad ogni cosa fino all’inverosimile, quando non sempre tutto ha un senso e questo era il vero punto di forza di Io prima di te.

Il libro, per intenderci, è ben scritto, come nello stile della Moyes, ed è inutile dire che non è assolutamente ai livelli di Io prima di te, dato che nessuno se lo aspettava. Resta il fatto che, personalmente parlando,  poteva non essere scritto o almeno io avrei preferito non leggerlo,  e so che questa opinione potrebbe scontrarsi con quella di molti voi lettori. Non voglio certamente convincere nessuno, ognuno in coscienza scelga se leggerlo o meno, poi tornate qui così ne possiamo parlare insieme.

Aspetto vostri commenti, alla prossima recensione!

Miriam.