I 5 libri classici per ragazzi

Eccoci alla prima puntata di Five Books. Oggi, come primo tema, parliamo di Classici per Ragazzi. Quando ho stilato questa lista ho pensato che sarebbe stato utile spiegare cosa intendo con i termini classici e ragazzi: con il primo intendo tutte quelle opere che sopravvivono allo scorrere del tempo; con il secondo intendo associare l’età del lettore ai protagonisti dei libri consigliati. Ciò non toglie che tutti possono leggere libri per ragazzi, né che questi libri, da me consigliati, siano i migliori in assoluto, è più uno scambio di idee tra amici lettori!

Ora che abbiamo chiarito sia i termini, sia che il mio è un pensiero strettamente personale e perciò non condivisibile, passiamo all’elenco:

Harry Potter e la Pietra Filosofale

51oDkjaJ+RL._SX332_BO1,204,203,200_Harry Potter e la Pietra Filosofale è il primo libro della famosissima saga di J.K. Rowling di cui, se non si fosse capito, sono una grande appassionata. Ho deciso di proporvi il primo, non per ordine di importanza ma, perché sarebbe stato difficile metterli tutti e sette. La storia di Harry Potter ha sicuramente molto di più di quello che potrei sintetizzare con un po’ di aggettivi, si parla di amicizia, di amore, di scelte, di crescita, di sofferenza, di morte e di così tanto che continuare la lista sarebbe solo una perdita di tempo e svilente per il libro stesso.

Dovreste davvero leggerlo altrimenti… Avada Kedavra!

Sua Altezza!

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Sua altezza! di Annie Vivanti è un libro che ho conosciuto da poco, per cui non posso parlare della mia esperienza da adolescente alle prese con questo romanzo. Ho apprezzato davvero la storia della Vivanti, è sicuramente un’opera che porta a riflettere su tanti aspetti della vita e a ripercorrere, nel mio caso con più coscienza, tutte l’esperienze passate.

 

 

Il giro del mondo in 80 giorni

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Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne è uno di quei libri classici che spesso viene snobbato – o forse lo facevo solo io e la mia cerchia di amici –  in realtà è uno dei pochi libri che consiglio spassionatamente, soprattutto a tutti quei ragazzi che, come me, non hanno e non hanno avuto la possibilità di viaggiare. Jules Verne vi farà davvero fare il giro del mondo e questa è una scommessa da vincere!

 

 

Il fantasma di Canterville

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Il Fantasma di Canterville di Oscar Wilde è tra tutti il libro più leggero, intendendo per leggero il numero di pagine e non l’argomento. In questa storia si parla di fantasmi, di amore, di compassione, di mistero tutti affrontanti con l’inconfondibile stile di Wilde: ironico, schietto e conciso. Io personalmente, l’ho letto intorno ai 10/11 anni e l’ho trovato tragicomico senza considerare i due gemelli rossi da cui la Rowling ha preso ispirazione, come potevo non amarlo.

 

Piccole donne

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Piccole donne di L.M. Alcott penso sia tra tutti la scelta più criticabile. Il libro, a mio parere, è poco compreso perché spesso giudicato decontestualizzandolo dal suo panorama storico in cui si ambienta e in cui l’autrice scrive. Chiarito questo aspetto, senza il quale l’opera sarebbe ingiustamente giudicata retrograda e bigotta, la storia racconta le vicende di 4 sorelle e del loro amico Laurie. Quello che più mi ha colpito delle protagoniste è la voglia di crescere, di scoprirsi, di accettarsi tendendo al meglio; vi è sicuramente all’interno una nota morale ma personalmente l’ho sempre associata alla letteratura americana di quegli anni, perciò di poco peso. In generale sono molto affezionata a questa storia, essendo stata la mia prima lettura e il mio primo approccio al fantastico mondo dei libri.

Ecco finita la prima puntata di Five Books, spero possa piacervi come idea e che sia un modo divertente per scambiarci idee. Fatemi sapere i vostri 5 must have classici per ragazzi.

Alla prossima, Miriam

 

Descriviti coi libri – Book Tag #1

Girovagando sul web mi sono imbattuta in un bel po’ di Book Tag che man mano vorrei riproporvi. Credo sia un modo molto comodo per potervi parlare di più libri contemporaneamente, conoscerci meglio e perché no? Farci due risate!

Cominciamo:

1) Sei maschio o femmina?

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Per rispondere a questa domanda non posso che citare il libro della mia infanzia: Piccole Donne! Non credo ci sia bisogno di descriverne il motivo.

 

 

2) Descriviti.

downloadCome già vi avevo accennato Elena McGill e suo marito Roger protagonisti di Il Parnaso Ambulante e La Libreria Stregata sono il mio esatto alterego letterario. Della prima ho sicuramente la voglia di rinnovarmi del secondo l’ambizione e l’amore spassionato per i libri…usati! Potrei dire di non  sapermi descrivere meglio di Christopher Morley!

 

3) Cosa provano le persone quando stanno con te?

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Difficile rispondere a nome d’altri, la mia è più una speranza che un fatto, spero che le persone, in generale, ma più precisamente quelli che amo, si trovino con me come se fossero a casa loro, come Isabel in Le mie cene con Edward.

 

4) Descrivi la tua relazione precedente.

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Prima della mia attuale relazione non ho avuto altre esperienze, la mia era una relazione con me stessa. Il libro adatto a descrivere questa mia condizione è Piccole donne crescono! Mi sono sempre rispecchiata in Jo March, impulsiva fin dall’infanzia, che ha dovuto imparare a modulare e modellare la propria indole prima di esser pronta per l’amore.

 

5) Descrivi la tua relazione attuale.

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La mia relazione attuale dura da quasi 8 anni, e avvicinandosi il giorno del fatidico sì credo che il modo più adatto per descrivere la nostra relazione sia Luna di miele a Parigi.

 

6) Dove vorresti trovarti?

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Facile, Hogwarts!!! Perciò Harry Potter e la Pietra Filosofale. Attendo ancora con ansia la mia lettera, sono sicura che il Ministero provvederà presto a consegnarla; d’altra parte, se la burocrazia è lenta come in Italia, staranno ancora sistemando i danni della guerra!

 

7) Come ti senti nei riguardi dell’amore?

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Credo di non aver capito bene la domanda, io la intendo così: in quale libro hai letto dell’amore esattamente come lo intendi tu? È solo una storia d’amore. L’amore, per come lo intendo io, è come un ballo di coppia fatto di passione, tecnica affinata negli anni e un pizzico di magia che non guasta mai per mantenere vivo il rapporto.

8) Come descriveresti la tua vita?

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La mia vita è un casino! Non fraintendetemi, lo è nel più bello dei modi: sempre di corsa,  piena di impegni, di gente, di risate e di tante cose ancora da imparare esattamente come nel Le avventure di Pinocchio!

 

9) Cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?

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Facile: essere una strega! perciò dico Harry Potter e il prigioniero di Azkaban è il mio preferito di tutta la saga!

 

 

10) Di qualcosa di saggio.

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“Vivi bene. Semplicemente, vivi.” lo dice Will in Io prima di te, è una frase sicuramente ad effetto che in quel particolare contesto e pronunciata da quel personaggio, la rendono ancora più efficace.

 

11) Una musica.

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Il suono del mondo a memoria è una graphic novel letta da poco e presto ci sarà la recensione: il libro ha una sua musica!

 

 

12) Chi o cosa temi? 

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Nonostante la mia età spesso mi ritrovo a pensare alla vecchiaia dei miei cari e a volte anche alla mia. Il mio timore più grande è che tutti si dimentichino di me e  mi abbandonino in una casa di cura  come Emilio in Rughe.

 

13) Un rimpianto.

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Amo viaggiare anche se non ne ho avuto mai, economicamente parlando, la possibilità. Spero di rifarmi presto e godermi finalmente anche io, Il giro del mondo in 80 giorni – magari meno di corsa!

 

14) Un consiglio per chi è più giovane.

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Più che consiglio, quella che offro ai più giovani, è un’arma di difesa: “I Diritti Imprescrittibili del Lettore”,scritti e spiegati da Daniel Pennac in Come un romanzo. Presto ci sarà la recensione.

 

15) Da evitare accuratamente!

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Alcune di voi mi odieranno ma io dico Un incastro imperfetto. Un libro banale, diseducativo, una storia d’amore insulsa, insignificante e socialmente inaccettabile!

 

Ecco finito il Tag! Sentitevi tutti taggati vorrei conoscere le vostre risposte! Alla prossima, Miriam

Luna di Miele a Parigi

26-febbraio

Luna di miele a Parigi è un libro di Jojo Moyes pubblicato nel 2012 ed edito da Mondadori nel 2014.

Il libro di piccole dimensione, conta infatti nemmeno 90 pagine, narra delle vicende amorose di due coppie appena sposate e, come è facilmente deducibile dal titolo, in luna di miele a Parigi.

La prima coppia che incontriamo è quella di Sophie e Édouard Lefevre. Sophie è una ragazza di provincia che, prima del matrimonio, lavorava come commessa presso La Femme Marché. Lui un artista stimato ma senza il minimo interesse a riscuotere il giusto pagamento.

Le vicende della loro luna di miele sono ambientate durante la prima guerra mondiale.

La seconda coppia è composta, invece, da Liv Halston e suo marito David: lei una giovane donna laureata in cerca di occupazione, lui un architetto sulla buona strada per il successo, vivono lo stesso idillico periodo ma circa un secolo dopo.

La storia, per quanto prevedibile e spudoratamente romantica, colpisce nella sua estrema semplicità. La narrazione scorrevole e poco arzigogolata traccia una precisa caratterizzazione di tutti i personaggi mentre spesso, soprattutto nei romanzi rosa, questo viene lasciato al caso o alla libera interpretazione del lettore. In secondo luogo, in poco più di 80 pagine, vengono descritti tutti i gli stadi del sentimento contemplati da una normale relazione, dall’amore tenero a quello passionale, dalla naturale gelosia alla paranoia, fino ad arrivare allo sconforto, alla rabbia e poi il perdono.

Per quanto possa sembrare paradossale la luna di miele, come la descrive l’autrice, non sempre è sinonimo di un periodo d’oro, ma al tempo stesso prelude a ciò che sarà del futuro matrimoniale di ogni coppia.

Un libro leggero e dolce, per quanto prevedibile non noioso, adatto a chiunque cerchi una lettura non impegnata ma che lasci il sorriso, non eccessivamente romantica ma dall’incanto poetico, per chi vuole sognare senza staccare i piedi da terra.

A presto con il seguito La ragazza che hai lasciato,

Miriam

Dopo di Te

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Nonostante il fatto che io non sia mai stata un’amante dei sequel, soprattutto se non pensati sin dall’inizio, come nel caso di Harry Potter, ho affrontato il libro senza essere prevenuta nei suoi confronti. Ho amato Io prima di te e pensavo di potermi innamorare di Dopo di te. Non è stato così.

Procediamo con ordine: Dopo di te è l’attesissimo seguito di Io prima di te scritto da Jojo Moyes e pubblicato da Mondadori nel maggio del 2016. Ritroviamo Louisa due anni dopo la morte di Will  intenta a fronteggiare una serie di vicissitudini che sconvolgeranno nuovamente e completamente la sua vita.

Ora, dopo averlo presentato, concedetemi di passare alle critiche. Perché non mi è piaciuto? Potrei dire tante cose ma, per evitare spoiler, mi limiterò a descrivere due macro problemi che ho riscontrato nel corso della lettura, o almeno lo sono stati per me.

In Io prima di te lasciamo Louisa alle prese con la sua nuova vita, con in mano la lettera di Will, un conto a lei intestato, tante cose da fare e il suo immenso dolore. Nel mio immaginario Louisa avrebbe pianto la scomparsa di Will ma avrebbe “vissuto bene”, come lui le aveva chiesto nella lettera, possibilmente realizzando il sogno di iscriversi ad una scuola di moda, oppure cercando casa e trovando, forse, poi un nuovo amore. Tutte le mie illusioni si sono scontrate con la triste realtà del libro e tutto quello che io volevo solo immaginare è diventato realtà…

Un altro grande problema è che tutta la storia ha dell’incredibile! Già in Io prima di te avevo avuto questa sensazione, ma il tema trattato e  le forti emozioni provate l’hanno acquietata; qui, invece, è uscita più prepotente che mai! Non credo sia possibile nella vita reale vivere, o gestire, tutte queste situazioni, nonostante certo al giorno d’oggi se ne sentano di tutti i colori! Questo seguito mi è sembrato sforzarsi di voler dare un senso ad ogni cosa fino all’inverosimile, quando non sempre tutto ha un senso e questo era il vero punto di forza di Io prima di te.

Il libro, per intenderci, è ben scritto, come nello stile della Moyes, ed è inutile dire che non è assolutamente ai livelli di Io prima di te, dato che nessuno se lo aspettava. Resta il fatto che, personalmente parlando,  poteva non essere scritto o almeno io avrei preferito non leggerlo,  e so che questa opinione potrebbe scontrarsi con quella di molti voi lettori. Non voglio certamente convincere nessuno, ognuno in coscienza scelga se leggerlo o meno, poi tornate qui così ne possiamo parlare insieme.

Aspetto vostri commenti, alla prossima recensione!

Miriam.

 

 

 

L’Isola del Tesoro

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L’Isola del Tesoro (1883) di Robert Louis Stevenson è considerato uno dei più celebri romanzi per ragazzi di tutti i tempi.

La storia narra di un adolescente, Jim Hawkins che per un brutto scherzo del destino viene coinvolto nell’avventurosa ricerca dell’Isola del Tesoro. Tra pirati, ammutinamenti, battaglie e colpi di cannoni Jim si ritroverà costretto a compiere delle scelte e, suo malgrado, a dover crescere.

Le vicende sono raccontate dallo stesso Jim, ormai adulto, e viene considerato un romanzo di formazione nonostante alcuni elementi risultino inusuali, rispetto a quelli tipici dei racconti pedagogici dell’epoca. A differenza di David Copperfield e Le avventure di Pinocchio dove il personaggio era “negativo” già a partire dalla descrizione fisica, per poi passare a quella caratteriale e infine per coincidere con quella reale, nel L’Isola del Tesoro si rimane in una sorta di ambiguità morale dove non sempre si è completamenti buoni ma neanche completamente cattivi (Long John Silver), rispecchiando in questo modo ciò che accade nella vita di tutti i giorni.

Quando ci si approccia ad una lettura classica, ci si scontra sia con la grande critica del passato sia con l’opinione comune e potersi fare un’idea propria risulta sempre difficile, per non dire rischioso. La banalità è dietro l’angolo e la possibilità di essere superficiali incombe sul lettore come una spada di Damocle, perciò spero che nessuno si risentirà del parere di una semplice lettrice, poco esperta, troppo chiacchierona e in vena di dare qui la sua opinione in merito!

L’Isola del Tesoro è da sempre considerato un romanzo prettamente maschile perché classificato come genere d’avventura, pieno di pirati, d’armi ma, oggi, questo stereotipo è stato superato e posso affermare con certezza che la storia risulta piacevole “anche” per una ragazza.

Il ritmo narrativo sembra seguire i movimenti del mare. Si intervallano momenti di calma, poi dolcemente ondulatori e infine burrascosi ed è questa la parte più antipatica del libro, il procedere a volte lento e a volte così veloce rende, a mio avviso, la lettura poco scorrevole e l’uso continuo di termini tecnici, riguardo la navigazione, non aiuta un lettore, poco esperto del campo, ad entrare nella storia.

L’aspetto che più mi affascina nei romanzi definiti di “formazione” è vedere il cambiamento del protagonista, in particolare gli elementi che lo caratterizzano all’inizio del racconto e che si trasformano con il susseguirsi degli eventi. Jim è un adolescente con un’alta reputazione di sé, che facilmente si lascia andare a giudizi affrettati e superficiali ed è questo il dettaglio che nel corso della storia cambia, imparerà a sue spese che l’apparenza inganna e che è importante giudicare solo le azioni. Jim cresce e da ragazzo a cui badare diventa un uomo capace di osservare, pensare e agire come tale.

Ad ogni modo è un romanzo classico da leggere adatto ai più giovani, come Jim, e agli adulti che non hanno dimenticato il brivido e il fascino dell’adolescenza e l’idea che ad ogni nuova esperienza è legata un’avventura.

E voi l’avete letto? Cosa ne pensate? Vi aspetto qui, per commentarlo insieme!!

Vi lascio il link per acquistarlo a poco:

http://www.ebay.it/itm/LIsola-del-Tesoro-Stevenson-Usato-Mondadori-1957-/152261842688?hash=item2373835700

A presto, Miriam

Io Prima Di Te

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“Io Prima di Te” è un libro scritto da Jojo Moyes , edito da Mondadori nel 2014.

Il romanzo narra di Louisa Clark, ventiseienne, che, perso il lavoro da barista, si ritrova senza più alcuno scopo nella vita. La ragazza, volendo aiutare la famiglia, cerca di trovare un altro impiego; e dopo molti tentativi falliti accetta di far da badante, donna di compagnia, infermiera a Will Traynor, un uomo divenuto tetraplegico dopo esser stato drammaticamente investito.

I due, in un primo momento, sembrano odiarsi poi le maschere cadono e il loro rapporto si trasforma, ma non tutto è come sembra…

Nel dare un giudizio fin troppo semplicistico possiamo dire che è un’opera romantica, emozionante a tratti struggente; ma, se vogliamo scendere nel dettaglio, ha sicuramente qualcosa di più delle semplici storie d’amore a cui tutti, più o meno, possiamo essere abituati.

I due protagonisti si “conoscono”, nel vero senso della parola, ed è raro che questo processo venga descritto nei libri; troppo spesso gli scrittori, dai classici ai romanzi moderni, ci hanno abituato a vedere storie d’amore già avviate o storie dove i protagonisti sanno già di esser fatti l’uno per l’altra e nessuno capisce come; Jojo Moyes invece sembra non voler lasciare nulla al caso: descrive una conoscenza fatta non soltanto di sorrisi imbarazzati e convenevoli vari ma di consigli, chiacchiere, confidenze  e risate come nella più vera delle storie.

L’altra particolarità di questa storia sta nel raccontare di due temi estremamente delicati e, per non spoilerare nulla, ne parlerò senza far cenni espliciti: per quanto ognuno possa avere le sue convinzioni sono quasi sicura che nessuno ne uscirà altrettanto certo alla fine.

Un libro assolutamente da leggere!

E voi, cosa ne pensate del libro?  Il film ha soddisfatto le vostre aspettative?

Vi aspetto nei commenti per parlarne insieme!
A presto,

Miriam