Sembrava una felicità

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TITOLO: Sembrava una felicità

AUTORE: Jenny Offil

EDITORE: NN Editore

ANNO: 2015

 

 

 

Sembrava una felicità di Jenny Offil , tradotto da Francesca Novajra, è stato pubblicato nel 2015 da NN Editore.

Con questo libro concludo la lettura dei tre romanzi presi, ormai un anno fa, alla fiera del libro Più Libri Più Liberi. Avevo deciso che avrei dato via ad una nuova tradizione: ogni anno comprare libri da una sola casa editrice e il 2017 è stato l’anno di NN Editore con Le prime 15 vite di Harry August e Le nostre Anime di Notte. Se dei primi due libri avevo sentito molto parlare, addirittura uno lo avevo già letto, di questo non ne conoscevo nemmeno l’esistenza ma, come capita spesso, sono stata attirata dalla seconda di copertina:

 

“il ritratto di una donna ma soprattutto una riflessione sui misteri della coppia, dell’intimità, della fiducia e dell’amore”

 

Mancava così poco al mio matrimonio che mi sembrava adatto! Per quanti di voi lo leggeranno capiranno quanto mi sbagliavo!

Nell’ultimo anno ho fatto molto fatica a leggere, o meglio, ad iniziare a leggere: trovo scuse, non riesco a concentrarmi su nulla e preferisco passare il tempo facendo altro, insomma il più classico dei blocchi del lettore.  Quando ho deciso di prendere in mano questo libro, mi sono approcciata alla lettura con estrema cautela, temendo di abbandonarlo, e per fortuna così non è stato.

La storia raccontata non è né originale, né avvincente tutto il fascino di questa opera risiede infatti nella penna dell’autrice. La Offil accompagna il lettore nel flusso di coscienza della protagonista, di cui non si conoscerà mai il nome, attraverso una scrittura spezzata: fatta di ricordi, sensazioni. sentimenti feriti, pensieri sconnessi, piccole e grandi riflessioni rendendo pian piano chiaro ciò che all’inizio sembrava un nebuloso insieme di parole.

Da sempre mi approccio a letture molto pragmatiche, se un autore vuole descrivere un sentimento lo chiama con il suo nome:  POST SEMBRAVA LA FELICITA'il dolore è dolore, il risentimento è risentimento, la felicità è felicità; la Offil non da nome ai sentimenti, li fa vivere attraverso la lettura, ed è per questo se in un primo momento si parla di un io, di un noi, della nostra bambina, in un secondo momento c’è la moglie, il marito, la figlia. La scrittrice usa la terza persona per rimarcare un distacco: nei sentimenti e nella forma;  non solo dagli altri ma soprattutto da se stessi – si sottolinea un fuga naturale, spontanea da un dolore che non si accetta, che non si merita, che in fondo non si vuole vivere. Non mi ero accorta di questo passaggio finche non si è ripetuto al contrario tornando al noi, all’io e alla felicità vera, questa volta.

Si! Lo consiglio, a chi, come me, dava un nome a tutto così come sembrava ma che con il tempo sta imparando che non tutto deve essere nominato perché sia reale!

Alla prossima, Miriam

 

The Make Up Book Tag

 

Anche questo mese vi propongo,di nuovo, un Tag.

Scusatemi! Non ho fatto in tempo ad organizzarmi con la rubrica Five Book ma, il prossimo mese, non mancherò!

Il tag di questo mese, come avrete letto dal titolo, è: The Make-Up Book Tag; POST MAKE UPuno dei contenuti più divertenti degli ultimi tempi, l’ho visto sul canale youtube di Ilenia Zodiaco e mi è sembrato un modo molto particolare di parlare di libri e unire quindi due mie passioni.

Forse definire passione il mio rapporto con il make up è un po’ azzardato;  non rientro nella categoria di persone “non esco se non mi trucco!”; no, io faccio tutto senza trucco ma comunque  mi piace parlarne, informarmi sulle novità, prendermi del tempo per truccarmi quando ne ho voglia e seguire i tutorial. Definirla passione può darsi che sia esagerato, anche perché non spenderei mai alcune delle cifre, proposte dalle case cosmetiche, per un rossetto – forse per uno si, dipende dal rossetto, se fosse uno Chanel magari… – diciamo che è un argomento che non mi è del tutto indifferente!!!

Ora basta divagare  e cominciamo con le domande.

 

PRIMER

UN LIBRO CHE TI HA COLPITO E A CUI HAI CONTINUATO A PENSARE PER MOLTO TEMPO DOPO AVERLO LETTO

quando-siete-felici-fateci-caso-1943Ho dovuto pensare molto alla risposta da dare. Sono molti i libri su cui ho riflettuto dopo averli letti e doverne trovare uno è stato non poco difficile; ma credo che quello su cui ho continuato a pensare più a lungo sia stato: Quando siete felici, fateci caso di Kurt Vonnegut.

Di questo libro metà delle frasi le ho annotate, e per fortuna! Mai come in questo periodo, in cui, a livello lavorativo, mi sembra che non me ne vada bene una, rileggere alcune citazioni mi aiuta; una in particolare riesce sempre a rimettermi in sesto:

 “Rendetevi conto di quando siete felici, e sappiate riconoscere quando ne avete abbastanza”

Penso sia estremamente utile rileggersi attraverso alcune frasi e questa la uso quando ho bisogno di visualizzare la mia vita sotto la luce giusta; capisco, così; che ne ho abbastanza e non nel senso “di esserne stufa” ma nel senso di “quanto basta” e va bene così!

 

FONDOTINTA

IL TUO CLASSICO PREFERITO

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Scontata come poche blogger nella vita, dico: Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen!

Sono così banale che mi sono fatta regalare dal marito anche la versione illustrata. Sono pessima, lo so!

 

 

CORRETTORE

UN PERSONAGGIO CHE VORRESTI NON FOSSE MAI ESISTITO

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Gene figlio di Addie protagonista di Le nostre anime di notte scritto da Kent Haruf.

Purtroppo non posso spiegarvi i miei motivi senza farvi spoiler; perciò chi non li volesse leggere superi questa parte passando alla prossima risposta.

 

 

SPOILER

Louis e Addie sono due vedovi, avanti con l’età e vicini di casa, che per combattere la solitudine e la paura della morte, che sentono sempre più vicina, cominciano a trascorrere insieme le notti. Inizialmente era solo un modo per tenersi compagnia, invece, con il passare del tempo, il loro legame si è fatto sempre più forte. Nessuno dei due – loro malgrado –  aveva fatto i conti con la cittadina di Holt, in cui i nostri protagonisti vivono, dove il pettegolezzo e l’invidia han preso le sembianze di uno sport olimpico e perciò il loro rapporto non è ben visto!

Gene, il personaggio odiato, è figlio di Addie ma soprattutto di questa mentalità e perciò si intromette tra i due nel modo più subdolo che ci sia: impedendo alla madre di vedere il proprio nipotino, Jamie, di appena 6 anni, a meno che non interrompa la relazione con Louis. Addie, dal canto suo, cede con dolore al ricatto, non può fare altrimenti, sa benissimo quanto la sua presenza sia necessaria per il piccolo, traumatizzato dall’abbandono della madre, che ritornerà solo alla fine del racconto.

Ciò che fa di Gene un personaggio detestabile, non è solo la repressione di un nuovo amore, una nuova felicità per la madre – cosa già deprecabile di per sé –  ma il fatto che sia proprio lui a voler insegnare come ci si comporta, cosa è giusto e sbagliato, lui che della sua vita matrimoniale ha fatto un disastro… Non lo posso accettare!

FINE SPOILER

 

CIPRIA

IL FINALE PERFETTO PER UN LIBRO

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Quando penso ad un finale perfetto, ma anche ad un libro perfetto, non posso non pensare a Il Parnaso Ambulante! Non dirò nulla su questo libro, perché è talmente bello che voglio mantenervi la sorpresa, ma leggetelo non ve ne pentirete!

 

 

 

OMBRETTO

IL PERSONAGGIO PIù OMBROSO, IL TUO ANTAGONISTA PREFERITO

coverUn personaggio “malvagio” che ha destato la mia simpatia non può che essere: Long John Silver antagonista del L’isola del tesoro.

Il pirata più famoso della storia è quello che definisco un non-antagonista; un personaggio ambiguo, da non risultare del tutto “malvagio”, ma nemmeno così giusto da poterlo annoverare tra “i buoni”. Long John Silver è così umano e allo stesso tempo ombroso che non può essere detestabile ma, piuttosto, comprensibile.

 

EYELINER

UN LIBRO OSCURO E MISTERIOSO

lo-strano-caso-del-dr-jekyll-e-mr-hyde-x1000Mi sembra di aver già accennato alla mia mania preadolescenziale in cui avevo stilato una lista di tutti i classici che avrei dovuto leggere, e che poi ho effettivamente letto,  tra questi vi era il libro più oscuro che abbia mai letto: Lo stranocaso del dottor Jekyll e Mr Hyde.

Sebbene siano passati parecchi anni dalla lettura, ricordo perfettamente il senso di angoscia dato dalle descrizioni e dall’ambientazione. Non ho grandi metri di paragone, non essendo un genere che amo particolarmente, ma alcune cose devono esser fatte, in questo caso lette, assolutamente!

 

MASCARA

UN LIBRO LUNGO

91WMFO5JlULPer la bellezza di 1152  pagine – secondo l’edizioni Mondadori della collana Nuovi Oscar Classici –  David Copperfield di Charles Dickens!

Questo è il libro più lungo che abbia mai letto, ricordo di aver impiegato tutta l’estate per leggerlo, e per chi stesse già pensando “Tre mesi! io ho impiegato una settimana” tengo a precisare che avevo 10 anni; sono da sempre piuttosto lenta nella lettura e andavo al mare due volte al giorno – beata gioventù!

 

 

BLUSH

UN LIBRO SU UN’OSSESSIONE

91brxhFf3ULL’unico libro su un ossessione che ho letto è Un lungo fatale inseguimento d’amore di Louisa May Alcott  scritto prima dei suoi più famosi romanzi di formazione – anche a me ha fatto una certa impressione! Tutto sommato non è una brutta storia, drammatica e angosciante, narra  dell’ossessione, di un amore malato, che l’avventuriero Tempest nutre per la bella Rosamond: mille peripezie e finale a sorpresa non credo vi lascerà delusi!

 

 

ILLUMINANTE

UN LIBRO CHE ILLUMINA LA TUA GIORNATA

516J8q8TqSL._SX336_BO1,204,203,200_Buona vita a tutti di J.K. Rowling illumina sicuramente le giornate in cui decido di rileggerne alcuni punti, fatelo anche voi è un libro tanto breve quanto d’ispirazione che non potrete non esserne soddisfatti!

 

 

 

LIPSTICK

IL TUO BACIO PREFERITO IN UN LIBRO

le-piccole-donne-crescono-libro-85310Il mio più bel bacio nella letteratura, quello che ho atteso con più ansia e che ritengo il più dolce e romantico è sicuramente quello tra  Jo March e il suo professor Bhaer in Le Piccole Donne Crescono.

Ad essere sincera da bambina non ero così felice di questo bacio – banalmente, volevo che Jo sposasse Laurie – ma crescendo ho capito e apprezzato la scelta di Jo e, ora come ora, credo che anche io, nei suoi panni, mi sarei innamorata di un uomo così!

 

Tu mi dai tanto coraggio, tanta speranza e io non ho altro da offrirti che il mio amore e queste mani vuote! – esclamò Bhaer sopraffatto dalla commozione. Mai Jo avrebbe imparato a comportarsi nel modo giusto e così, mentre raggiungevano i gradini di casa, afferrò le mani dell’amato e sussurò chinandosi a baciarlo sotto l’ombrello: – Non sono più vuote ora. […] Entrambi si lasciavano così alle spalle il buio, la solitudine, le tempeste, per entrare nella luce, nella sicurezza, nella pace. 

Come si può non amarli!

 

 

Siamo arrivati alla fine! Spero vi siate divertiti a leggerlo almeno quanto me nello scriverlo, cioè poco… scherzo!

Come ogni tag che si rispetti: se volete rispondete o, se l’avete già fatto, scrivete il link del vostro articolo nei commenti!

 

Alla prossima, Miriam

La Torre di Libri

Eccomi con il mio secondo Book Tag. Lo so è vecchissimo ma io sono giustificata… sono Vintage! Ma basta perderci in chiacchiere e battute pessime – vedi sopra – e cominciamo.

 

 

51RJ-fLEulL._SX324_BO1,204,203,200_Il primo libro di una serie

A malincuore, perché avrei tanto sperato non ne avesse di seguiti, dico Io prima di te di Jojo Moyes. La storia d’amore tra Louisa e Will che mi aveva tanto emozionato speravo davvero non avesse seguito, anche perché non ce n’era motivo, e invece non solo ha un seguito ma è diventata addirittura una trilogia. Non lo nego che leggerò anche il terzo volume, così come ho letto il secondo, perché non mi piace lasciare le cose a metà e perché mi piace parlare da persona informata.

 

 

4127834_277045Il secondo libro di una serie diversa

Non posso non fare un tag e non citare la mia saga preferita…. Harry Potter e la Camera dei Segreti! Che novità vero?! Non ci perderò tanto tempo se non per continuare a ripetervi di leggerla. Per chi ne parla male: Avada Kedavra!!!

 

 

 

 

downloadUn libro con la copertina blu

Quando penso ad una copertina Blu penso alla Sellerio e quindi a La Libreria Stregata di Christopher Morley uno dei pochi libri che ricordo perfettamente e che porto nel cuore.

 

 

 

 

 

coverUn libro il cui titolo è formato da sei lettere

Per rispondere a questa domanda dovrò citare un libro che non ho letto ma ho in programma di leggere questa estate ( TBR Estiva 2018): Cecità di José Saramago. Ne riparleremo più in là.

 

 

 

 

 

61JJ1UfMCkLUn libro che non hai mai letto

Via il dente, via il dolore: Delitto e Castigo. Vi vedo già per le strade a gridare “Shame! Shame! ”

 

 

 

 

 

9788899253509_0_0_1587_75Un libro con il cielo sulla copertina

Per questa domanda propongo il libro della mia ultima recensione Le nostre anime di notte di Kent Haruf. Un libro, dalla copertina bellissima, che consiglio a tutti coloro che cercano di vivere la vita libera dai giudizi altrui.

 

 

 

 

 

9788871687131_0_0_1572_75Un autore con la tua stessa iniziale

Sono fortunata, cito un libro dove l’autrice non solo ha la mia stessa iniziale ma il mio stesso nome: Miriam Towes. Autrice di I miei piccoli dispiaceri un libro che avevo cominciato a leggere con piacere ma che poi, per motivi personali, ho dovuto interrompere; forse un giorno lo riprenderò.

 

 

 

 

5221538_271155Un classico

Un’altra domanda a cui sono costretta a dare una risposta banale: Orgoglio e Pregiudizio. Dico banale perché ne parlo sempre essendo uno tra i miei classici preferiti.

 

 

 

 

 

51k15xVDIvL._SY264_BO1,204,203,200_QL40_Un libro con quattro o più colori sulla copertina

Quando penso ai colori su un libro penso alle graphic novel: Il Suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua, Una delle storie d’amore  più belle che abbia mai letto, delicata, ironica e ambientata a New York. Leggetela!

 

 

 

 

Legoismo-e-inutile.-Elogio-della-g-George-Saunders-1Il libro più piccolo nella tua libreria

L’egoismo è inutile di George Saunders conta 73 pagine per un formato leggermente più piccolo di un A5: è sicuramente il libro più piccolo nella mia libreria.

 

 

 

 

 

41671-laura-miller-atlante-dei-luoghi-letterariL’ultimo libro che hai comprato

Per questa domanda credo che barerò. Non ricordo l’ultimo libro che ho comprato ma mi ricordo l’ultimo che mi hanno regalato: Atlante dei luoghi letterari a cura di Laura Miller, anche questo avrà il suo momento di gloria tra le prossime letture che farò!

 

 

 

 

download1Un libro con un volto sulla copertina

E che volto! La regina Elisabetta II in persona è ritratta sulla copertina del La Sovrana Lettrice di Alan Bennet, d’altra parte di parla di lei!

 

 

 

 

 

9788898036318_0_0_0_75Un libro il quale sequel uscirà prossimamente

Ho letto da poco il primo volume, do per scontato che mi piacerà il secondo…Allora quando uscirà il terzo?!  Stiamo parlando di Il clan dei cari estinti, ovviamente! Mi ero scordata il motivo per cui non leggevo più saghe, eccolo: se fatalità la lettura ti prende subirai il dramma dell’attesa , Harry Potter trauma infantile!  

 

 

 

 

51pNFbXR8GL._SY264_BO1,204,203,200_QL40_Un autore che abbia le iniziali uguali

Questa è una di quelle domande che non mi ha per niente messo in difficoltà, subito mi è venuto alla mente l’autore di una delle opere che amo di più Carlo Collodi qui la mia recensione di Le avventure di Pinocchio.

 

 

 

 

 

713ngd7yvvLUn libro il cui titolo è una parola inventata

Anche qui purtroppo dovrò citare un libro che non ho ancora letto ma che ho in programma di leggere questa estate: Flatlandia di Edwin A. Abbott. Già il titolo da suggerimenti sul genere, sarà una lettura del tutto nuova per me.

 

 

 

 

 

9788804543299Un libro con un epilogo

Cito il più bell’epilogo di sempre quello di Sir Gawain, la principessa e il nano una storia d’amore della mia infanzia alla quale sono molto legata. Ogni volta che mi capita il libro per le mani devo rileggerne alcuni passi, un racconto che ho amato e che consiglio a tutti.

 

 

 

 

 

Fine!

16 domande sembrano tantissime, ma mi sono divertita a dover pensare a tutte le risposte, mi sono ricordata di cosa che pensavo di aver rimosso!!! Sentitevi taggati tutti, quindi obbligati a rispondermi e a farmi sapere la vostra Torre di Libri, se invece avete già partecipato al Book Tag linkatemi i vostri articoli così che possa aumentare ancora la mia wishlist!!!

Alla prossima, Miriam

 

 

Le nostre anime di notte

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TITOLO: Le nostre anime di notte

AUTORE: Kent Haruf

EDITORE: NN Editore

ANNO: 2016

 

 

 

Eccomi, finalmente, con una nuova recensione.

Oggi vorrei parlarvi di un libro pubblicato nel 2016 dalla casa editrice NN: Le nostre anime di notte di Kent Haruf,  l’ultima opera di questo famoso scrittore americano morto nel 2014, il quale ha ricevuto molti riconoscimenti e  con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award.

Le nostre anime di notte, definito romanzo breve, racconta la storia di Louis e Addie due vedovi, vicini di casa, che vivono nella cittadina di Holt, i cui abitanti, dediti ai pettegolezzi e alle apparenze, precludono a sé stessi e agli altri molta della felicità che la vita può offrire.

Quando ho cominciato a leggere questo libro sapevo molto di più di quanto avessi voluto. Tutti lo avevano già letto e recensito e quando uscì il film, il trailer mi inseguiva in ogni video youtube; perciò se anche voi rientrate nella categoria di persone che non lo hanno ancora letto e vorrebbero mantenersi almeno un minimo della piacevole scoperta, che porta con sé ogni lettura,  non dirò nient’altro sulla trama.

Due sono i temi che si rincorrono per tutto il libro, la vita e la morte. Si respirano da ogni pagina, dialogo, descrizione e  dalla stessa scrittura scarna e veloce di Haruf;  che possiamo interpretare,  secondo Fabio Cremonesi , traduttore dell’opera, come la concitazione dell’autore di voler terminare tutta la storia che aveva dentro prima della fine del suo tempo.

Non potevamo aspettarci se non questi due temi, vita e morte, 1 Giugnoessendo protagonisti due signori avanti con gli anni che sentono la pressione della fine della prima e l’avvicinarsi inesorabile della seconda. Ma, per quanto possa sembrare strano, io continuo a ripensare al romanzo come ad un inno poetico alla vita con due sotto temi: l’urgenza e la felicità. Molti  di coloro che hanno letto il libro potranno obiettare la mia scelta sottolineando come siano pregnanti temi come la solitudine, il rimpianto, la voglia di rimediare ma, pensandoci, non conducono tutti alla volontà precisa di essere felici?

Urgenza. L’assenza del tempo fa sentire l’urgenza del dover fare, di dover rimediare, di dover parlare insomma di dover vivere. Un sotto tema, come lo definivo prima, che mi ha fatto molto riflettere su come tutti noi siamo collegati da quell’unica grande urgenza che muove le nostre vite: voglio essere felice!

Felicità. il nostro secondo sottotema, è da questo che inizia la storia, perché da qui Addie fa Louis quella strana richiesta di sera, è da qui che i due continuano ad incontrarsi nonostante le difficoltà è da qui che i due continuano a sperare  perché non è mai troppo tardi e perché  per quanto banale possa sembrare finché c’è ancora una notte da poter trascorrere insieme allora si può essere felici.

Le nostre anime di notte è un inno alla vita nell’oscurità che si avvicina.

FILM

Dopo aver letto il libro ho deciso di vedere il film su Netflix. Non ho mai recensito un film qui sul blog e ho pensato di dare vita ad una nuova serie: #book&film. Fatemi sapere che ne pensate e  se possa sembrarvi un’ idea carina.

Il film del 2017 diretto da Ritesh Batra ha come protagonisti Robert Redford e Jane Fonda. Non credo di essere la persona migliore per recensire un film per il semplice fatto che so essere estremamente puntigliosa e severa soprattutto quando questo si basa su un libro e, come in questo caso, che libro!

Metto le mani avanti, non è un brutto film; ma per i motivi sopracitati ci sono alcuni punti che mi sono poco chiari. So perfettamente che i tempi cinematografici, si distanziano da quelli dello scritto ma, parlando di un libro con meno di 200 pagine, si poteva sicuramente essere più precisi. Per spiegarmi meglio tratterò distintamente i due punti aspetti principali: la trama e la recitazione.

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La Trama. La trama si basa su un romanzo e quindi da questo deve partire si possono e a volte si devono cambiare delle cose ma, molto spesso, come in questo caso, si esagera.

La prima componente ad esser stata cambiata, con insuccesso, è la cronologia: alcune scene, che nel romanzo vengono descritte prima, nel film appaiono dopo e questo, a mio parere, ha creato confusione non soltanto sul piano temporale ma proprio nella caratterizzazione di alcuni personaggi che, ingiustificatamente, hanno avuto minor rilievo rispetto ad altri. Non vorrei  entrare troppo nello specifico per non rovinarvi nulla della lettura e della visione e perché vorrei che anche voi vi faceste un’idea personale, perciò tornate dopo aver letto il libro e soprattutto visto il film così potrete darmi anche i vostri pareri.

La seconda componente ad esser cambiata è l’importanza data a situazioni e personaggi: se  nel libro alcuni personaggi e alcuni aspetti sono stati ben descritti nel film, invece, sono stati lasciati intendere;  al contrario, alcuni aspetti che nel libro erano stati giusto spennellati o comunque non descritti nei minimi dettagli nel film sono stati spiegati in maniera fin troppo scrupolosa e nel modo sbagliato cercando un senso una scusante a quello che in realtà andava bene anche che non ne avesse.

La Recitazione. Con attori del calibro di Robert Redford e Jane Fonda non ci si poteva aspettare una recitazione migliore. Hanno colto l’essenza di Louis ed Addie, aggiungendo quel tocco personale che li ha resi ancor più speciali. Menzione speciale per Bonny del mio cuor!

La mia delusione più grande è stata la quasi totale assenza dell’angoscia silente di vivere una vita che va via, rimane, quindi, una storia d’amore tra due vedovi che per solitudine si sono cercati finendo di essere l’uno per l’altra più importanti di quello che si aspettavano.

Non ne consiglio la visione in prossimità della fine della lettura del libro ma li consiglio entrambi,  più il libro ovviamente, a tutti coloro che vogliono vivere la vita liberi, rimanendo ogni giorno sorpresi da essa .

Alla prossima, Miriam

La Sovrana Lettrice

 

download1TITOLO: La Sovrana Lettrice

AUTORE: Alan Bennet

EDITORE: Adelphi

PAGINE: 124

 

 

 

La sovrana lettrice di Alan Bennet è stato pubblicato per la prima volta in Italia nel 2007 da Adelphi.

È un libro che ho letto perché consigliato da Valeria di Read Vlog Repeat , la seguo sempre con piacere e mi fido del suo gusto perciò l’ho preso, in più lei lo descriveva come un libro breve e divertente e in effetti lo è. L’ho letto in meno di due ore mentre ero in sala d’attesa e mi sono fatta qualche risata.

La sovrana lettrice narra le vicende della regina Elisabetta che scopre il piacere della lettura con tutto quello che ne consegue. Sebbene non credo sia questo lo scopo del libro, mi ha fatto molto riflettere l’atteggiamento della regina, che leggendo, trova molte chiavi di volta per cambiare il suo carattere. è stato, per me, motivo di riflessione poiché, avendo letto fin da bambina non avevo mai considerato come, in effetti, ogni libro possa plasmare il proprio modo di essere e di pensare. 14 LA SOVRANA LETTRICEL’ultimo aspetto che mi ha colpito è che la lettura è un muscolo e come tale va sviluppato, anche lo stesso Pennac in Come un Romanzo affermava che molto spesso negli anni ci accorgiamo di poter tornare su libri che prima ci sembravano insormontabili e dopo familiari.

Ho molto apprezzato La sovrana Lettrice soprattutto perché ormai sono entrata nel mood “libri che parlano di libri” mi sembra di non poterne più fare a meno, mi piacciono quest ultimi perché mi confermano nelle mie scelte, come dice lo stesso Bennet “Nei libri non si mette la vita, nei libri la si trova”

È una storia talmente breve e piacevole che lo consiglio a tutti, a coloro che hanno sempre letto e a coloro che si rammaricano di aver cominciato troppo tardi, non c’è mai un tempo esatto e La sovrana lettrice ne è la dimostrazione, per avere sempre un finale a sorpresa!

Alla prossima, Miriam

Da quassù la terra è bellissima

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TITOLO: Da quassù la terra è bellissima

AUTORE: Toni Bruno

EDITORE: Bao Publishing

ANNO: 2016

 

 

 

Da quassù la terra è bellissima è una graphic novel scritta e disegnata da Tony Bruno edita da Bao Publishing nel 2016.

Akim Smirnov è l’eroe sovietico della corsa allo spazio, ma qualcosa in lui dopo la missione si è rotto, e non pare probabile che possa tornare a volare, cosa che invece il governo vorrebbe. Frank Jones, psicologo, è forse il solo uomo che potrebbe aiutarlo a elaborare un trauma quasi impossibile da isolare e comprendere, ma oltrepassare la cortina di ferro significherebbe tradire il proprio paese. La storia dell’incontro di due destini, tra cosmonauti, guerra fredda e un mondo in rapido cambiamento.

Questa è stata la prima graphic novel che ho letto, della bao. Tutti i booktuber che seguo ne parlavano entusiasti ed io ero molto incuriosita così quando alla fiera del libro, Più libri più liberi 2016, ho visto l’autore presente allo stand Bao, non ho resistito alla tentazione di prenderla con una dedica personalizzata!

Non avevo mai letto nulla riguardo il periodo della guerra fredda ma come ogni prima esperienza presenta, sempre, due aspetti: quello bello ed interessante che porta di natura la novità, e quello complicato ed ostico che riguarda l’approccio stesso al nuovo.

7 Da quassù la terra è bellissimaPer il primo aspetto – bello ed interessante – di Da quassù la terra è bellissima non posso che nominare in primo luogo il disegno e la scelta dei colori. Tony Bruno ha uno stile da scoprire, in una prima e frettolosa visione i suoi disegni sembrano principalmente schizzi mentre invece, con una lettura più attenta si nota la cura e i dettagli di ogni tavola. Altra nota d’onore la merita la scelta delle nuance che cambiano con il variare delle scene: tese, rilassate, commoventi e dolorose ad ognuna la sua sfumatura.

Altra qualità di questa graphic novel è legato al lato psicologico. L’eroe sovietico dopo l’ultima missione soffre di attacchi di panico e con l’aiuto di Frank Jones, lo psicologo, tenta di superare questo problema. Tutti noi sappiamo per definizione cos’è l’attacco di panico ma pochi lo hanno sperimentato in prima persona e credo che l’autore nel rendere in letteratura un problema psicologico abbia creato un piccolo capolavoro.

Passiamo ora al secondo aspetto – complicato ed ostico – c’è un fatto nella storia che non ho ben compreso, è un piccolo passaggio che, confrontandomi con altri lettori,  ha lasciato varie perplessità. La storia, precisiamo, è chiara ma credo che in alcuni casi una vignetta in più avrebbe reso ancor più trasparente e lineare il proseguire della storia.

Da quassù la terra è bellissima è una graphic novel che consiglio a tutti: a coloro che stanno affrontando problemi che pensano non abbiano soluzione; a coloro che guardano al passato come insuperabile e a coloro che in un’amicizia nata nel modo più improbabile hanno trovato una svolta per il futuro.

Alla prossima, Miriam

 

Il Suono del Mondo a Memoria

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TITOLO: Il suono del mondo a memoria

AUTORE: Giacomo Bevilacqua

EDITORE: Bao Publishing

ANNO: 2016

 

 

 

Il suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua è una graphic novel pubblicata dalla BAO Publishing nel 2016 vincitrice, nell’ultima edizione del Lucca Comics and Games, del Premio Speciale Feltrinelli assegnato dalle Librerie.

Ho sentito parlare molto di questa graphic novel perciò quando ho saputo che l’autore sarebbe stato presente all’ARF! Festival non ho resistito al desiderio di comprarla e farmi fare una dedica personalizzata.

Di norma, quando mi consigliano i libri, tendo a prendere nota del titolo, lo inserisco nella mia wishlist di amazon e aspetto, e spero, che qualche buon amico decida di comprarmelo. Le mie economie, ma soprattutto il periodo storico in cui vivo – mancano sei mesi al mio matrimonio – non mi consentono di spendere e spandere, anche se lo vorrei, ma, come tutti i buoni propositi, vengono fatti per essere infranti ed è così che Il suono del mondo a memoria – con dedica personalizzata – è venuto a casa con me!

16 Il suono del mondo a memoriaLa storia racconta di Sam, un giovane fotografo, che si trasferisce a New York per superare una prova contro se stesso, contro le persone e quindi contro la città stessa. La città, come in quasi tutte le storie in essa ambientate, non fa da sfondo ma è parte integrante della narrazione, non solo per i disegni che ne ritraggono scorci e vedute sorprendenti, ma perché risponde e provoca il protagonista che si ritroverà a sfidarsi con lei. Personalmente, proprio per il gran rumore che accompagna il nome di New York, l’ho sempre snobbata, in fin dei conti io vivo a Roma, Caput Mundi, la città più bella del mondo, Culla dell’occidente…Beh! Giacomo Bevilacqua è il primo che mi ha regalato un’altra prospettiva; sarà per la storia, per le casualità o più semplicemente per due, tre tavole che mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta; sta di fatto che ora non vedo l’ora di visitare i luoghi da lui disegnati!

Il suono del mondo a memoria è, di per sé,  una storia d’amore piuttosto semplice ma arricchita da alcuni cambi di scena con cui l’autore è riuscito a renderla interessante ed estremamente diversa da qualsiasi cosa avessi letto. Il disegno, i colori e il racconto mantengono un mood delicato e dolce ma anche ironico e sagace al tempo stesso, che coinvolgono il lettore fino all’ultima battuta.

Non voglio svelarvi altro perché, per le graphic novel molto più che per i libri, è facile cadere in spoiler e come sapete io ne sono fortemente allergica; spero di avervi incuriosito perché davvero merita la vostra attenzione.

La consiglio a tutti: a chi è innamorato e a chi lo è di New York, a quelli che hanno affrontato una sfida e a tutti quelli che la devono ancora affrontare,  a coloro che, cambiando prospettiva, si sono resi conto che non stavano ascoltando se stessi, ma si erano semplicemente convinti di conoscere il suono del mondo a memoria.

Alla prossima, Miriam

 

I 5 libri classici per ragazzi

Eccoci alla prima puntata di Five Books. Oggi, come primo tema, parliamo di Classici per Ragazzi. Quando ho stilato questa lista ho pensato che sarebbe stato utile spiegare cosa intendo con i termini classici e ragazzi: con il primo intendo tutte quelle opere che sopravvivono allo scorrere del tempo; con il secondo intendo associare l’età del lettore ai protagonisti dei libri consigliati. Ciò non toglie che tutti possono leggere libri per ragazzi, né che questi libri, da me consigliati, siano i migliori in assoluto, è più uno scambio di idee tra amici lettori!

Ora che abbiamo chiarito sia i termini, sia che il mio è un pensiero strettamente personale e perciò non condivisibile, passiamo all’elenco:

P.S. Cliccando sulle immagini troverete le recensioni. Cliccando sul titolo del libro i miei link per Amazon (a cui sono affiliata) e per Compro Vendo Libri il mio negozio online di libri usati.

 

1. HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE

51oDkjaJ+RL._SX332_BO1,204,203,200_Harry Potter e la Pietra Filosofale è il primo libro della famosissima saga di J.K. Rowling di cui, se non si fosse capito, sono una grande appassionata. Ho deciso di proporvi il primo, non per ordine di importanza ma, perché sarebbe stato difficile metterli tutti e sette. La storia di Harry Potter ha sicuramente molto di più di quello che potrei sintetizzare con un po’ di aggettivi, si parla di amicizia, di amore, di scelte, di crescita, di sofferenza, di morte e di così tanto che continuare la lista sarebbe solo una perdita di tempo e svilente per il libro stesso.

Dovreste davvero leggerlo altrimenti… Avada Kedavra!

 

 

2. SUA ALTEZZA!

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Sua altezza! di Annie Vivanti è un libro che ho conosciuto da poco, per cui non posso parlare della mia esperienza da adolescente alle prese con questo romanzo. Ho apprezzato davvero la storia della Vivanti, è sicuramente un’opera che porta a riflettere su tanti aspetti della vita e a ripercorrere, nel mio caso con più coscienza, tutte l’esperienze passate.

 

 

 

3. IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI 

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Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne è uno di quei libri classici che spesso viene snobbato – o forse lo facevo solo io e la mia cerchia di amici –  in realtà è uno dei pochi libri che consiglio spassionatamente, soprattutto a tutti quei ragazzi che, come me, non hanno e non hanno avuto la possibilità di viaggiare. Jules Verne vi farà davvero fare il giro del mondo e questa è una scommessa da vincere!

 

 

 

4. IL FANTASMA DI CANTERVILLE 

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Il Fantasma di Canterville di Oscar Wilde è tra tutti il libro più leggero, intendendo per leggero il numero di pagine e non l’argomento. In questa storia si parla di fantasmi, di amore, di compassione, di mistero tutti affrontanti con l’inconfondibile stile di Wilde: ironico, schietto e conciso. Io personalmente, l’ho letto intorno ai 10/11 anni e l’ho trovato tragicomico senza considerare i due gemelli rossi da cui la Rowling ha preso ispirazione, come potevo non amarlo.

 

 

 

5. PICCOLE DONNE 

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Piccole donne di L.M. Alcott penso sia tra tutti la scelta più criticabile. Il libro, a mio parere, è poco compreso perché spesso giudicato decontestualizzandolo dal suo panorama storico in cui si ambienta e in cui l’autrice scrive. Chiarito questo aspetto, senza il quale l’opera sarebbe ingiustamente giudicata retrograda e bigotta, la storia racconta le vicende di 4 sorelle e del loro amico Laurie. Quello che più mi ha colpito delle protagoniste è la voglia di crescere, di scoprirsi, di accettarsi tendendo al meglio; vi è sicuramente all’interno una nota morale ma personalmente l’ho sempre associata alla letteratura americana di quegli anni, perciò di poco peso. In generale sono molto affezionata a questa storia, essendo stata la mia prima lettura e il mio primo approccio al fantastico mondo dei libri.

 

 

Ecco finita la prima puntata di Five Books, spero possa piacervi come idea e che sia un modo divertente per scambiarci idee. Fatemi sapere i vostri 5 must have classici per ragazzi.

Alla prossima, Miriam

 

Come un Romanzo

41qyHbuO4TL._SY264_BO1,204,203,200_QL40_ TITOLO: Come un romanzo 

AUTORE: Daniel Pennac

EDITORE: Feltrinelli

ANNO: 1993

 

 

 

Come un romanzo è un saggio scritto da Daniel Pennac pubblicato per la prima volta in Italia, da Feltrinelli, nel 1993.

Non ho mai letto saggi per piacere ma solo per studio,  perciò è stata una esperienza del tutto nuova come lettrice e devo dire che in questo caso è più azzeccata che mai! Se vi state domandando cosa ci sia di azzeccato tra questo libro e la prova di un genere nuovo, dovrei cominciare dal principio: come sono arrivata a leggere Come un romanzo?

Mi autodefinisco un’accanita lettrice, piuttosto lenta nella lettura, indifferente ai generi e sensibile alle recensioni altrui. Impiego molto più tempo a decidere cosa leggere, piuttosto che a leggere effettivamente, perciò una volta che scelgo un libro lo porto a termine, non ho mai lasciato un libro a metà…ultime parole famose! Avevo da poco concluso un romanzo che mi era molto piaciuto  e, come tutti sapete, finire un libro di cui si è innamorati è come affrontare un piccolo “lutto”, così ho impiegato molto tempo prima di convincermi che era il momento di cominciarne un altro.

9 Come un Romanzo - FotoIl libro prescelto per aiutarmi a superare il mio “lutto” era piuttosto anonimo ma lineare, ed era proprio quello che cercavo: una complicata storia d’amore ambientata a Roma. Tutto sembrava perfetto ma ecco la fregatura era dietro l’angolo: un libro per niente coinvolgente, uno stile scarno, sconnesso, come se fosse zoppo; ed ecco il mio problema, continuo sperando in una storia non troppo banale, anche se lo stile lo renderà una strada in salita, o lascio perdere? Questo per molti lettori sarà un problema banale, il naturale svolgersi delle cose, se un libro non piace lo si lascia a metà;  ma per me, che non lo avevo mai fatto, sembrava una cosa sbagliata. Ho chiesto consiglio ad altri lettori per sapere la loro scuola di pensiero riguardo alla cosa e senza consigliarmi soluzioni mi misero in mano un altro libro: Come un romanzo.

Come un romanzo è un saggio sui libri o meglio su come questi possano essere trasformati da “mattoni” a “nuvole”. Pennac affronta le problematiche dei giovani che si approcciano alla lettura, riunendole in tre macro gruppi: il primo approccio alla lettura, che si affronta da bambini; il dover leggere, problema tipicamente adolescenziale; il dare da leggere, ovvero il problema degli adulti amanti della letteratura che si aspettano lo stesso tipo d’amore da chiunque.

Ma la vera perla di questo saggio sono loro: i 10 diritti imprescrittibili del lettore. Di questi dieci vi spoilero solo il terzo:

III. il diritto di non finire un libro

Vi viene in mente niente!

Questo saggio mi ha aiutata molto come lettrice, mi sono ritrovata in tante cose positive e in tante negative, mi ha aiutato a capire come non devo comportarmi se voglio che anche altri scoprano lo stesso mio piacere nel leggere un libro, e come a volte esigere un determinato approccio alla lettura sia molto meno efficace della condivisione della felicità che essa mi procura.

Non voglio andare oltre, perché di fronte ad un libro che in modo così impersonale diventa poi momento di riflessioni personali, forse è il caso di abbandonare le congetture e consegnarlo direttamente al prossimo lettore affinché lo faccia suo al modo in cui crede sia meglio fare.

Alla prossima, Miriam