I Kill Giants

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TITOLO: I kill giants

AUTORE: Joe Kelly

DISEGNATORE: Jim Ken Niimura

EDITORE: Bao Publishing

ANNO: 2010

 

 

I kill giants è un fumetto scritto da Joe Kelly  e disegnato da Jim Ken Niimura edito da BAO publishing nel 2010. Nel 2011 vince il Gran Guinigi a Lucca Comics & Games come Miglior Sceneggiatura.

Il mio approccio a questo fumetto è stato molto particolare: il marito, regalandolo ad un suo caro amico, mi aveva accennato alla bella storia di questa graphic novel, e di come lui lo avesse già letto ma non lo avesse nella sua collezione Bao; così, approfittando del suo compleanno, gliel’ho regalato. Ovviamente, era contentissimo ma prima di prenderlo ha voluto che lo leggessi io assicurandomi che mi sarebbe piaciuto; ora, io e Gaetano è raro che ci scambiamo libri, in parte perché lui legge molto poco, in parte perché i nostri gusti sono totalmente diversi, aggiugiamoci anche che la copertina non mi attirava, il titolo mi ricordava un fantasy, e sappiamo tutti del mio rapporto conflittuale con il fantasy;  insomma, ero un po’ riluttante a leggere questa storia, ma Gaetano era così insistente che alla fine ho ceduto… per fortuna!

Di questo fumetto ne  avevo già parlato qui – 5 Libri da Regalare a Natale – ma è un racconto così ben scritto che bisognava scriverne a parte.

Barbara, protagonista di questa graphic novel, fa la quinta elementare, ama il fantasy e i giochi di ruolo, non ha molti amici e ha un segreto. È la custode del martello incantato Coveleski, il distruttore di giganti, ma la vita di Barbara tra problemi familiari e scolastici la portano a distrarsi dalla sua missione finché… leggetelo!

Come sempre vorrei prima parlare della storia e poi dei disegni.16 I kill Giant

Se cercate una storia dolce, commovente e soprattutto dal finale inaspettato allora I kill giants è la graphic novel adatta a voi. Joe Kelly aggiunge, ad un racconto così reale un pizzico di fantasy, e rende questo fumetto un piccolo gioiello. Io, personalmente, dal riso sono passata al pianto a singhiozzi con la stessa velocità con cui metto mi piace a tutte le foto di @tegamini (se non sapete chi è, molto male!). La storia di Barbara è la stessa di tutte quelle persone che combattono contro eventi inspiegabili e straordinari, ma che ne escono vincitrici perché, nonostante tutto, riescono a trovare la gioia, nel tempo che hanno ancora a disposizione. 

I kill giants è disegnato dal talento nippo- spagnolo Jim Ken Niimura. Non sono una critica d’arte, né tanto meno una studiosa, e so di essere del tutto nuova a questo tipo di letteratura, ed è forse per questo che ho trovato lo stile di Niimura un po’ difficile. Sia chiaro, con questo termine non voglio denigrare l’artista, né dire che non abbia uno stile comprensibile ma che io personalmente ogni tavola dovevo rileggerla due volte per capire la storia attraverso i disegni; ciò non ha tolto nulla alla bellezza del racconto anzi, se volete, lo ha reso più bello perché mi ha permesso di gustarmelo di più!

FILM

Per la serie a volte ritornano, ci ritroviamo con la rubrica più scostante dell’anno Book & Film.

Nel 2017  con la regia di Anders Walter, I kill giants viene riproposto sul grande schermo!

Devo essere sincera, ero rimasta talmente scossa dal fumetto che ci ho messo un po’ per ritrovare le forze e ri-immergermi nella storia di Barbara. Alla fine ce l’ho fatta, perciò eccomi qua!

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A dispetto dei pareri discordanti e il cast composto principalmente da sconosciuti ho trovato il film un prodotto ben riuscito. A mio parere, nonostante la difficoltà di riprodurre un fumetto breve in un film, il regista ha saputo mantenere intatto tutto l’apparato fantastico e drammatico della storia.

Graphic Novel e Film sono assolutamente consigliati se cercate una storia diversa dal solito, che non lascia indifferente e che in un modo o nell’altro vi cambia.

Alla prossima, Miriam

Le nostre anime di notte

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TITOLO: Le nostre anime di notte

AUTORE: Kent Haruf

EDITORE: NN Editore

ANNO: 2016

 

 

 

Eccomi, finalmente, con una nuova recensione.

Oggi vorrei parlarvi di un libro pubblicato nel 2016 dalla casa editrice NN: Le nostre anime di notte di Kent Haruf,  l’ultima opera di questo famoso scrittore americano morto nel 2014, il quale ha ricevuto molti riconoscimenti e  con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award.

Le nostre anime di notte, definito romanzo breve, racconta la storia di Louis e Addie due vedovi, vicini di casa, che vivono nella cittadina di Holt, i cui abitanti, dediti ai pettegolezzi e alle apparenze, precludono a sé stessi e agli altri molta della felicità che la vita può offrire.

Quando ho cominciato a leggere questo libro sapevo molto di più di quanto avessi voluto. Tutti lo avevano già letto e recensito e quando uscì il film, il trailer mi inseguiva in ogni video youtube; perciò se anche voi rientrate nella categoria di persone che non lo hanno ancora letto e vorrebbero mantenersi almeno un minimo della piacevole scoperta, che porta con sé ogni lettura,  non dirò nient’altro sulla trama.

Due sono i temi che si rincorrono per tutto il libro, la vita e la morte. Si respirano da ogni pagina, dialogo, descrizione e  dalla stessa scrittura scarna e veloce di Haruf;  che possiamo interpretare,  secondo Fabio Cremonesi , traduttore dell’opera, come la concitazione dell’autore di voler terminare tutta la storia che aveva dentro prima della fine del suo tempo.

Non potevamo aspettarci se non questi due temi, vita e morte, 1 Giugnoessendo protagonisti due signori avanti con gli anni che sentono la pressione della fine della prima e l’avvicinarsi inesorabile della seconda. Ma, per quanto possa sembrare strano, io continuo a ripensare al romanzo come ad un inno poetico alla vita con due sotto temi: l’urgenza e la felicità. Molti  di coloro che hanno letto il libro potranno obiettare la mia scelta sottolineando come siano pregnanti temi come la solitudine, il rimpianto, la voglia di rimediare ma, pensandoci, non conducono tutti alla volontà precisa di essere felici?

Urgenza. L’assenza del tempo fa sentire l’urgenza del dover fare, di dover rimediare, di dover parlare insomma di dover vivere. Un sotto tema, come lo definivo prima, che mi ha fatto molto riflettere su come tutti noi siamo collegati da quell’unica grande urgenza che muove le nostre vite: voglio essere felice!

Felicità. il nostro secondo sottotema, è da questo che inizia la storia, perché da qui Addie fa Louis quella strana richiesta di sera, è da qui che i due continuano ad incontrarsi nonostante le difficoltà è da qui che i due continuano a sperare  perché non è mai troppo tardi e perché  per quanto banale possa sembrare finché c’è ancora una notte da poter trascorrere insieme allora si può essere felici.

Le nostre anime di notte è un inno alla vita nell’oscurità che si avvicina.

FILM

Dopo aver letto il libro ho deciso di vedere il film su Netflix. Non ho mai recensito un film qui sul blog e ho pensato di dare vita ad una nuova serie: #book&film. Fatemi sapere che ne pensate e  se possa sembrarvi un’ idea carina.

Il film del 2017 diretto da Ritesh Batra ha come protagonisti Robert Redford e Jane Fonda. Non credo di essere la persona migliore per recensire un film per il semplice fatto che so essere estremamente puntigliosa e severa soprattutto quando questo si basa su un libro e, come in questo caso, che libro!

Metto le mani avanti, non è un brutto film; ma per i motivi sopracitati ci sono alcuni punti che mi sono poco chiari. So perfettamente che i tempi cinematografici, si distanziano da quelli dello scritto ma, parlando di un libro con meno di 200 pagine, si poteva sicuramente essere più precisi. Per spiegarmi meglio tratterò distintamente i due punti aspetti principali: la trama e la recitazione.

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La Trama. La trama si basa su un romanzo e quindi da questo deve partire si possono e a volte si devono cambiare delle cose ma, molto spesso, come in questo caso, si esagera.

La prima componente ad esser stata cambiata, con insuccesso, è la cronologia: alcune scene, che nel romanzo vengono descritte prima, nel film appaiono dopo e questo, a mio parere, ha creato confusione non soltanto sul piano temporale ma proprio nella caratterizzazione di alcuni personaggi che, ingiustificatamente, hanno avuto minor rilievo rispetto ad altri. Non vorrei  entrare troppo nello specifico per non rovinarvi nulla della lettura e della visione e perché vorrei che anche voi vi faceste un’idea personale, perciò tornate dopo aver letto il libro e soprattutto visto il film così potrete darmi anche i vostri pareri.

La seconda componente ad esser cambiata è l’importanza data a situazioni e personaggi: se  nel libro alcuni personaggi e alcuni aspetti sono stati ben descritti nel film, invece, sono stati lasciati intendere;  al contrario, alcuni aspetti che nel libro erano stati giusto spennellati o comunque non descritti nei minimi dettagli nel film sono stati spiegati in maniera fin troppo scrupolosa e nel modo sbagliato cercando un senso una scusante a quello che in realtà andava bene anche che non ne avesse.

La Recitazione. Con attori del calibro di Robert Redford e Jane Fonda non ci si poteva aspettare una recitazione migliore. Hanno colto l’essenza di Louis ed Addie, aggiungendo quel tocco personale che li ha resi ancor più speciali. Menzione speciale per Bonny del mio cuor!

La mia delusione più grande è stata la quasi totale assenza dell’angoscia silente di vivere una vita che va via, rimane, quindi, una storia d’amore tra due vedovi che per solitudine si sono cercati finendo di essere l’uno per l’altra più importanti di quello che si aspettavano.

Non ne consiglio la visione in prossimità della fine della lettura del libro ma li consiglio entrambi,  più il libro ovviamente, a tutti coloro che vogliono vivere la vita liberi, rimanendo ogni giorno sorpresi da essa .

Alla prossima, Miriam