I Kill Giants

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TITOLO: I kill giants

AUTORE: Joe Kelly

DISEGNATORE: Jim Ken Niimura

EDITORE: Bao Publishing

ANNO: 2010

 

 

I kill giants è un fumetto scritto da Joe Kelly  e disegnato da Jim Ken Niimura edito da BAO publishing nel 2010. Nel 2011 vince il Gran Guinigi a Lucca Comics & Games come Miglior Sceneggiatura.

Il mio approccio a questo fumetto è stato molto particolare: il marito, regalandolo ad un suo caro amico, mi aveva accennato alla bella storia di questa graphic novel, e di come lui lo avesse già letto ma non lo avesse nella sua collezione Bao; così, approfittando del suo compleanno, gliel’ho regalato. Ovviamente, era contentissimo ma prima di prenderlo ha voluto che lo leggessi io assicurandomi che mi sarebbe piaciuto; ora, io e Gaetano è raro che ci scambiamo libri, in parte perché lui legge molto poco, in parte perché i nostri gusti sono totalmente diversi, aggiugiamoci anche che la copertina non mi attirava, il titolo mi ricordava un fantasy, e sappiamo tutti del mio rapporto conflittuale con il fantasy;  insomma, ero un po’ riluttante a leggere questa storia, ma Gaetano era così insistente che alla fine ho ceduto… per fortuna!

Di questo fumetto ne  avevo già parlato qui – 5 Libri da Regalare a Natale – ma è un racconto così ben scritto che bisognava scriverne a parte.

Barbara, protagonista di questa graphic novel, fa la quinta elementare, ama il fantasy e i giochi di ruolo, non ha molti amici e ha un segreto. È la custode del martello incantato Coveleski, il distruttore di giganti, ma la vita di Barbara tra problemi familiari e scolastici la portano a distrarsi dalla sua missione finché… leggetelo!

Come sempre vorrei prima parlare della storia e poi dei disegni.16 I kill Giant

Se cercate una storia dolce, commovente e soprattutto dal finale inaspettato allora I kill giants è la graphic novel adatta a voi. Joe Kelly aggiunge, ad un racconto così reale un pizzico di fantasy, e rende questo fumetto un piccolo gioiello. Io, personalmente, dal riso sono passata al pianto a singhiozzi con la stessa velocità con cui metto mi piace a tutte le foto di @tegamini (se non sapete chi è, molto male!). La storia di Barbara è la stessa di tutte quelle persone che combattono contro eventi inspiegabili e straordinari, ma che ne escono vincitrici perché, nonostante tutto, riescono a trovare la gioia, nel tempo che hanno ancora a disposizione. 

I kill giants è disegnato dal talento nippo- spagnolo Jim Ken Niimura. Non sono una critica d’arte, né tanto meno una studiosa, e so di essere del tutto nuova a questo tipo di letteratura, ed è forse per questo che ho trovato lo stile di Niimura un po’ difficile. Sia chiaro, con questo termine non voglio denigrare l’artista, né dire che non abbia uno stile comprensibile ma che io personalmente ogni tavola dovevo rileggerla due volte per capire la storia attraverso i disegni; ciò non ha tolto nulla alla bellezza del racconto anzi, se volete, lo ha reso più bello perché mi ha permesso di gustarmelo di più!

FILM

Per la serie a volte ritornano, ci ritroviamo con la rubrica più scostante dell’anno Book & Film.

Nel 2017  con la regia di Anders Walter, I kill giants viene riproposto sul grande schermo!

Devo essere sincera, ero rimasta talmente scossa dal fumetto che ci ho messo un po’ per ritrovare le forze e ri-immergermi nella storia di Barbara. Alla fine ce l’ho fatta, perciò eccomi qua!

I Kill Giants - film scene 4 hammer

A dispetto dei pareri discordanti e il cast composto principalmente da sconosciuti ho trovato il film un prodotto ben riuscito. A mio parere, nonostante la difficoltà di riprodurre un fumetto breve in un film, il regista ha saputo mantenere intatto tutto l’apparato fantastico e drammatico della storia.

Graphic Novel e Film sono assolutamente consigliati se cercate una storia diversa dal solito, che non lascia indifferente e che in un modo o nell’altro vi cambia.

Alla prossima, Miriam

Sir Gawain, la damigella e il nano

9788804543299TITOLO: Sir Gawain, la damigella e il nano

AUTORE: Gerald Morris

EDITORE: Mondadori

ANNO: 2005

 

 

Sir Gawain, la damigella e il nano è un libro scritto da Gerald Morris pubblicato dalla Mondadori per la collana Junior Fantasy nell’anno 2005.

Di questo libro ne avevo già parlato nel La Torre dei Libri – Book Tag #2, ma  non abbastanza approfonditamente e un libro del genere merita una sua recensione, perciò eccomi qui!

Avevo poco più di 12 anni quando questo volume mi è stato regalato da una mia, tuttora carissima, amica; inizialmente ero rimasta un po’ colpita dal titolo e dalla copertina, come sapete il genere fantasy non è il mio forte perciò non ero molto ben disposta verso un libro che parlasse di nani ma visto che la mia amica lo aveva visto e letto pensando a me, non potevo non leggerlo, anche solo per capire perché era convinta che mi sarebbe piaciuto… mi conosceva meglio di quanto potessi sperare!

Cominciamo con ordine, la trama!

Lady Lynet è in difficoltà: sua sorella ha un malvagio pretendente che sfida a duello e decapita chiunque si avvicini al castello e osi contendere la mano della ragazza. Così una notte l’intrepida Lynet scappa, diretta verso la corte di re Artù, dove spera di incontrare un valoroso cavaliere in grado di sconfiggere il Cavaliere delle Terre Rosse e liberare il castello. Ben presto trova Roger, uno strano nano che l’accompagna nel cammino verso Camelot

L’estratto della trama non è del tutto esplicativo della complessità della storia, perché sì, sebbene sia un libro indirizzato ad un pubblico giovane la trama in realtà è più intricata di quello che sembra. Coinvolgente, mai banale, a tratti romantica con il giusto accenno di fantasy è una narrazione adatta anche ad un pubblico più adulto. Ma ovviamente non voglio spoilerare nulla, perché vi toglierei il gusto di leggerlo.

POST LA DAMIGELLA E IL NANO

Gerald Morris ha uno stile lineare ma originale. Ho apprezzato, più di tutto, il modo di caratterizzare ogni personaggio, un particolare che nei libri per ragazzi è spesso tralasciato. L’autore delinea i protagonisti della storia non solo nell’aspetto, che risulta di per sé esplicativo del soggetto, ma anche nei modi di esprimersi, muoversi e rapportarsi. Lynet e Roger, rispettivamente la damigella e il nano, sono ironici, pungenti, sagaci; tutt’ora, leggendo i loro dialoghi, scoppio a ridere!

Ho scoperto scrivendo la recensione che reperire questo volume è quasi impossibile, solo alcuni piccoli negozi dell’usato lo propongono ancora, anche se è un libro che meriterebbe la ristampa! Inoltre quest’opera appartiene in realtà ad una collana: Le Avventure di Sir Gawain, da qui il titolo! Infatti da piccola, fino all’ultima pagina mi sono domandata il motivo di un titolo del genere, visto che di Gawain si fa conoscenza solo alla fine; purtroppo, vista la scarsa recuperabilità dei volumi, non ho mai potuto leggere altro di questo autore, con mio dispiacere.

Come tutti i libri letti e amati nella mia infanzia, anche questo, di tanto intanto, apprezzo rileggere e ripercorrere, così, alcune delle emozioni provate da bambina. La rilettura spesso mi aiuta a ricordare chi ero, chi sono e chi voglio essere, a ri-focalizzare gli obiettivi e a ri-immergermi nella quotidianità.

Un libro che consiglio a chi ama i cavalieri, chi ha fratelli e non li sopporta, ma meno male che ci sono, a chi avrebbe desiderato avere un elisir di bellezza in passato a chi per trovare l’Amore deve prima conoscere se stesso.

Alla prossima, Miriam

 

La figlia femmina

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TITOLO: La Figlia Femmina

AUTORE: Anna Giurickovic Dato

EDITORE : Fazi Editore

ANNO: 2017

 

 

 

La figlia femmina è il romanzo d’esordio di Anna Giurickovic Dato,  edito da Fazi Editore pubblicato nel gennaio 2017.

Anche questo libro è un regalo, gentilmente concesso dal consorte, poco meno di un anno fa.

Ne avevo letto e sentito parlare molto bene, ma io principalmente lo volevo per il titolo! Anche io sono l’unica figlia femmina della mia famiglia, per chi non lo sapesse ho ben cinque fratelli maschi – si è difficile! Mai mi sarei aspettata un racconto del genere.

La figlia femmina narra la storia di Silvia e Maria, di due donne, di una madre e di sua figlia, di segreti che non dovrebbero esserci, di fatti che non sarebbero dovuti accadere, di un rapporto che non sarebbe dovuto essere così… è una storia forte, drammatica, cruda, e purtroppo, a volte, vera.

Incredibile pensare che sia il romanzo di esordio dell’autrice; la sua capacità nel raccontare scrivendo di un argomento così delicato e terribile mi ha colpito enormemente, credo che per affinare una tecnica del genere non ci sia solo del talento ma anche tanto studio.13 POST LA FIGLIA FEMMINA

Anna Giorickovic Dato usa  i cambi di prospettiva, il passaggio ripetuto dalla terza alla prima persona e il flusso di coscienza come espediente letterario per  raccontare la crescita caratteriale e psicologica delle due protagoniste, un rapporto logorato dalla sofferenza ma che dall’amore genitoriale guarisce e rinasce.

Non voglio e non posso raccontarvi di più.

La figlia femmina, si legge in una sera e voglio che anche voi possiate rimare sorpresi dalla penna di questa autrice e forse un po’ sconvolti per la storia raccontata.

Lo consiglio, è un libro che fa riflettere, indignare – per qualcosa di giusto, finalmente – che commuove, un libro trasparente, vero che lascia il segno.

Sono curiosa di leggere altre opere di questa autrice, se il buongiorno si vede dal mattino… e sempre in tema di piacevoli scoperte do il via alla lettura dei libri Fazi Editore, con La Figlia Femmina inauguro la scoperta di un catalogo vasto, variegato e, a quanto dicono altri, estremamente interessante!

Consigliatemi qualche titolo imperdibile di questa casa editrice!

 

Alla prossima Miriam

 

 

Sulla Collina

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TITOLO: Sulla Collina

AUTORE: Ilaria Ferramosca e Mauro Gulma

EDITORE: Tunué

ANNO: 2016

 

 

Sulla Collina è una graphic novel scritta da Ilaria Ferramosca e illustrata da Mauro Gulma edito da Tunué è stata pubblicata nel gennaio del 2016 nella collana TIPITONDI.

Era più di un anno che Sulla Collina mi guardava in trepidante attesa dalla libreria e ogni volta mi dicevo di aspettare il momento giusto, che puntualmente non arrivava mai! Ne avevo sentito parlare così bene che avevo convinto – leggi pure costretto – il marito, all’epoca fidanzato, a regalarmela e poi una volta avuta l’avevo lasciata sullo scaffale. Ieri sera invece l’ho presa! Dopo tanto tempo avevo finalmente voglia di leggerla, ma più in generale di leggere e visto che era così tanto tempo – da quando è cominciato il mio blocco del lettore – che non riuscivo più a leggere di sera ho subito colto l’occasione e l’ho letta tutto d’ un fiato!

Ad essere onesta dalle recensioni non avevo affatto capito che tipo di storia fosse, ma è sta una più che piacevole scoperta. Nonostante si rivolga ad un pubblico giovane non è banale né tantomeno scontata perciò chapeau!

Sintetizzando all’osso la trama Sulla Collina narra l’amicizia tra 4 ragazzi, un’amicizia che sopravvive al tempo e a tutto ciò che lo scorrere di esso comporta.

Come mia abitudine, forse erroneamente, recensirò prima la storia e poi i disegni, ovviamente da semplice lettrice e non da critica d’arte. Con questa divisione non voglio dire che i due aspetti non siano legati,  né che uno sia più importante dell’altro; ma solo che:  se è vero che insieme danno vita ad una bellissima storia, è vero anche che separatamente mantengono un alto valore, ed è per me più semplice, in questo modo, recensire Sulla Collina e poterne scrivere.

Questa graphic novel è un inno all’amicizia, quella pura, che va oltre l’età, il tempo, i fatti accaduti.  La storia, nella sua semplicità, trasporta e cattura il lettore, lì con quei 4 ragazzini sulla collina. Io, personalmente, non ho superato da molto quell’età e ho6POST SULLA COLLINA riflettuto con nostalgia sulle mie amicizie di allora, ma mi sono commossa pensando invece, a quello che ho mantenuto nella crescita! L’idea di un tempo che non possiamo fermare, che toglie, impaurisce e da rimpianti attanaglia tutti nella vita ma in fin dei conti il passato e il futuro  ci appartengono e l’unico modo per vivere davvero è conciliarli nel presente! Ho trovato geniale, la scelta di parlare di questo tema in un libro per ragazzi; per i giovani il tempo sembra eterno e il momento di scontarsi con la mortalità delle cose è stato per tutti un trauma. Trattare un argomento, così importante ma così vasto e difficile, attraverso uno strumento più adatto a loro, una graphic novel appunto, credo sia il modo migliore per comunicare un messaggio e far sì che venga usato e ricordato al momento opportuno.

Come ho tenuto a sottolineare poco sopra, non sono una critica d’arte  perciò mi limiterò a constatare che anche i colori e le semplici linee hanno reso in modo ottimale  l’atmosfera di una notte in missione, di un forte legame in pericolo, del tempo che passa.

Lo consiglio a tutti a chi ha perso gli amici e a chi li ha ritrovati, ha chi ama le avventure e le missioni e a chi #coraggiosedigiorno, a chi come me spesso rimpiange il passato e a chi dovrebbe vivere di più il presente.

Alla prossima, Miriam

L’amore non è mai una cosa semplice

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TITOLO: L’amore non è mai una cosa semplice

AUTORE: Anna Premoli

EDITORE: Newton Compton

ANNO: 2015

 

 

 

L’amore non è mai una cosa semplice è un romanzo scritto da Anna Premoli, vincitrice nel 2013 del Premio Bancarella.

La trama racconta la storia di Lavinia, una giovane studentessa alle prese con l’ultimo anno in Economia alla Bocconi, spaventata e indecisa sul suo futuro si fa forte del sostegno delle sue amiche e dell’approvazione dei suoi genitori, che cerca di non deludere, nonostante i loro desideri spesso non coincidano con i suoi. è proprio in questo stato di accondiscendenza nei confronti della vita che Lavinia incontra Sebastiano, studente di informatica del Politecnico di Milano. Sebastiano è, per gusti e obiettivi, quanto di  più lontano si possa immaginare da Lavinia; ma l’obbligo di frequentarsi per un progetto universitario li porterà entrambi a scontrasi con le proprie paure, e per entrambi segnerà un punto di svolta…

Della stessa autrice ho già letto è solo una storia d’amore, il primo libro che mi ha fatto ricredere sul genere romance,  così quando mi sono approcciata a questa storia non mi sono posta minimamente il problema se mi sarebbe piaciuta o meno, sapevo che sarebbe stato cosi! E in effetti Anna Premoli non si è smentita, è un libro che ho adorato!

La trama, come per quasi tutti gli appartenenti al genere, è piuttosto scontata, ma non ne faccio un problema dell’autrice perché penso sia un tratto proprio dei romance – d ‘altra parte se non si innamorano i protagonisti, che storia d’amore è?! – molti di voi potranno allora obiettare sul senso di leggere una storia di cui si conosce il finale, semplice: perché non si sa come ci si arriverà e perché è scritto bene.POST L'AMORE NON E' MAI UNA COSA SEMPLICE 2

Sì perché se il racconto è semplice e lineare, la scrittura, di contro, è: ironica, espressiva,  coinvolgente. Ho continuato a leggere fino a notte fonda ma soprattutto continuavo a ridere cercando di non svegliare nessuno: Lavinia e Sebastiano sono stati causa ed effetto del mio nottambulismo e del mio sentirmi uno straccio la mattina dopo!

La Premoli, ecco un altro punto a favore dell’autrice, ha la capacità di caratterizzare i personaggi anche con poche parole: per spiegare Lavinia, fa uso dei dialoghi, è attraverso le poche risposte che da, o meglio, le risposte che cerca, soprattutto dai genitori, che spiegano l’insicurezza cronica di Lavinia; per Sebastiano, ci bastano le sue magliette… leggete il libro e capirete!

L’amore non è mai una cosa semplice è un libro che, come avrete potuto notare,  mi è piaciuto molto. In questo periodo sto affrontando uno dei miei più lunghi blocchi del lettore, non so se per via degli impegni o semplicemente per pigrizia, il pensiero di prendere un libro in mano già mi stanca;  perciò mi son detta devo cercare qualcosa che per certo mi piacerà! E mi sono accorta di lui.

Al di là della storia d’amore il romanzo della Premoli tratta anche di altro: di insicurezze e sicurezze, di futuro e passato, scelte importanti e amicizia.

L’unica pecca, se proprio dobbiamo criticare qualcosa, è il titolo e la copertina. Sono contenta che hanno fatto il “restyling” delle copertine della Premoli perché veramente nessuna rendeva giustizia al suo contenuto! Per i titoli possiamo ancora lavorarci.

Lo consiglio a tutti, a chi non sa qual è il suo posto nel mondo e a chi lo sa benissimo, a chi cerca di capirci qualcosa di computer e a chi lavora per Google, a chi sogna di innamorarsi, ridendo l’uno dell’altra!

Alla prossima, Miriam

 

Sembrava una felicità

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TITOLO: Sembrava una felicità

AUTORE: Jenny Offil

EDITORE: NN Editore

ANNO: 2015

 

 

 

Sembrava una felicità di Jenny Offil , tradotto da Francesca Novajra, è stato pubblicato nel 2015 da NN Editore.

Con questo libro concludo la lettura dei tre romanzi presi, ormai un anno fa, alla fiera del libro Più Libri Più Liberi. Avevo deciso che avrei dato via ad una nuova tradizione: ogni anno comprare libri da una sola casa editrice e il 2017 è stato l’anno di NN Editore con Le prime 15 vite di Harry August e Le nostre Anime di Notte. Se dei primi due libri avevo sentito molto parlare, addirittura uno lo avevo già letto, di questo non ne conoscevo nemmeno l’esistenza ma, come capita spesso, sono stata attirata dalla seconda di copertina:

 

“il ritratto di una donna ma soprattutto una riflessione sui misteri della coppia, dell’intimità, della fiducia e dell’amore”

 

Mancava così poco al mio matrimonio che mi sembrava adatto! Per quanti di voi lo leggeranno capiranno quanto mi sbagliavo!

Nell’ultimo anno ho fatto molto fatica a leggere, o meglio, ad iniziare a leggere: trovo scuse, non riesco a concentrarmi su nulla e preferisco passare il tempo facendo altro, insomma il più classico dei blocchi del lettore.  Quando ho deciso di prendere in mano questo libro, mi sono approcciata alla lettura con estrema cautela, temendo di abbandonarlo, e per fortuna così non è stato.

La storia raccontata non è né originale, né avvincente tutto il fascino di questa opera risiede infatti nella penna dell’autrice. La Offil accompagna il lettore nel flusso di coscienza della protagonista, di cui non si conoscerà mai il nome, attraverso una scrittura spezzata: fatta di ricordi, sensazioni. sentimenti feriti, pensieri sconnessi, piccole e grandi riflessioni rendendo pian piano chiaro ciò che all’inizio sembrava un nebuloso insieme di parole.

Da sempre mi approccio a letture molto pragmatiche, se un autore vuole descrivere un sentimento lo chiama con il suo nome:  POST SEMBRAVA LA FELICITA'il dolore è dolore, il risentimento è risentimento, la felicità è felicità; la Offil non da nome ai sentimenti, li fa vivere attraverso la lettura, ed è per questo se in un primo momento si parla di un io, di un noi, della nostra bambina, in un secondo momento c’è la moglie, il marito, la figlia. La scrittrice usa la terza persona per rimarcare un distacco: nei sentimenti e nella forma;  non solo dagli altri ma soprattutto da se stessi – si sottolinea un fuga naturale, spontanea da un dolore che non si accetta, che non si merita, che in fondo non si vuole vivere. Non mi ero accorta di questo passaggio finche non si è ripetuto al contrario tornando al noi, all’io e alla felicità vera, questa volta.

Si! Lo consiglio, a chi, come me, dava un nome a tutto così come sembrava ma che con il tempo sta imparando che non tutto deve essere nominato perché sia reale!

Alla prossima, Miriam

 

Le nostre anime di notte

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TITOLO: Le nostre anime di notte

AUTORE: Kent Haruf

EDITORE: NN Editore

ANNO: 2016

 

 

 

Eccomi, finalmente, con una nuova recensione.

Oggi vorrei parlarvi di un libro pubblicato nel 2016 dalla casa editrice NN: Le nostre anime di notte di Kent Haruf,  l’ultima opera di questo famoso scrittore americano morto nel 2014, il quale ha ricevuto molti riconoscimenti e  con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award.

Le nostre anime di notte, definito romanzo breve, racconta la storia di Louis e Addie due vedovi, vicini di casa, che vivono nella cittadina di Holt, i cui abitanti, dediti ai pettegolezzi e alle apparenze, precludono a sé stessi e agli altri molta della felicità che la vita può offrire.

Quando ho cominciato a leggere questo libro sapevo molto di più di quanto avessi voluto. Tutti lo avevano già letto e recensito e quando uscì il film, il trailer mi inseguiva in ogni video youtube; perciò se anche voi rientrate nella categoria di persone che non lo hanno ancora letto e vorrebbero mantenersi almeno un minimo della piacevole scoperta, che porta con sé ogni lettura,  non dirò nient’altro sulla trama.

Due sono i temi che si rincorrono per tutto il libro, la vita e la morte. Si respirano da ogni pagina, dialogo, descrizione e  dalla stessa scrittura scarna e veloce di Haruf;  che possiamo interpretare,  secondo Fabio Cremonesi , traduttore dell’opera, come la concitazione dell’autore di voler terminare tutta la storia che aveva dentro prima della fine del suo tempo.

Non potevamo aspettarci se non questi due temi, vita e morte, 1 Giugnoessendo protagonisti due signori avanti con gli anni che sentono la pressione della fine della prima e l’avvicinarsi inesorabile della seconda. Ma, per quanto possa sembrare strano, io continuo a ripensare al romanzo come ad un inno poetico alla vita con due sotto temi: l’urgenza e la felicità. Molti  di coloro che hanno letto il libro potranno obiettare la mia scelta sottolineando come siano pregnanti temi come la solitudine, il rimpianto, la voglia di rimediare ma, pensandoci, non conducono tutti alla volontà precisa di essere felici?

Urgenza. L’assenza del tempo fa sentire l’urgenza del dover fare, di dover rimediare, di dover parlare insomma di dover vivere. Un sotto tema, come lo definivo prima, che mi ha fatto molto riflettere su come tutti noi siamo collegati da quell’unica grande urgenza che muove le nostre vite: voglio essere felice!

Felicità. il nostro secondo sottotema, è da questo che inizia la storia, perché da qui Addie fa Louis quella strana richiesta di sera, è da qui che i due continuano ad incontrarsi nonostante le difficoltà è da qui che i due continuano a sperare  perché non è mai troppo tardi e perché  per quanto banale possa sembrare finché c’è ancora una notte da poter trascorrere insieme allora si può essere felici.

Le nostre anime di notte è un inno alla vita nell’oscurità che si avvicina.

FILM

Dopo aver letto il libro ho deciso di vedere il film su Netflix. Non ho mai recensito un film qui sul blog e ho pensato di dare vita ad una nuova serie: #book&film. Fatemi sapere che ne pensate e  se possa sembrarvi un’ idea carina.

Il film del 2017 diretto da Ritesh Batra ha come protagonisti Robert Redford e Jane Fonda. Non credo di essere la persona migliore per recensire un film per il semplice fatto che so essere estremamente puntigliosa e severa soprattutto quando questo si basa su un libro e, come in questo caso, che libro!

Metto le mani avanti, non è un brutto film; ma per i motivi sopracitati ci sono alcuni punti che mi sono poco chiari. So perfettamente che i tempi cinematografici, si distanziano da quelli dello scritto ma, parlando di un libro con meno di 200 pagine, si poteva sicuramente essere più precisi. Per spiegarmi meglio tratterò distintamente i due punti aspetti principali: la trama e la recitazione.

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La Trama. La trama si basa su un romanzo e quindi da questo deve partire si possono e a volte si devono cambiare delle cose ma, molto spesso, come in questo caso, si esagera.

La prima componente ad esser stata cambiata, con insuccesso, è la cronologia: alcune scene, che nel romanzo vengono descritte prima, nel film appaiono dopo e questo, a mio parere, ha creato confusione non soltanto sul piano temporale ma proprio nella caratterizzazione di alcuni personaggi che, ingiustificatamente, hanno avuto minor rilievo rispetto ad altri. Non vorrei  entrare troppo nello specifico per non rovinarvi nulla della lettura e della visione e perché vorrei che anche voi vi faceste un’idea personale, perciò tornate dopo aver letto il libro e soprattutto visto il film così potrete darmi anche i vostri pareri.

La seconda componente ad esser cambiata è l’importanza data a situazioni e personaggi: se  nel libro alcuni personaggi e alcuni aspetti sono stati ben descritti nel film, invece, sono stati lasciati intendere;  al contrario, alcuni aspetti che nel libro erano stati giusto spennellati o comunque non descritti nei minimi dettagli nel film sono stati spiegati in maniera fin troppo scrupolosa e nel modo sbagliato cercando un senso una scusante a quello che in realtà andava bene anche che non ne avesse.

La Recitazione. Con attori del calibro di Robert Redford e Jane Fonda non ci si poteva aspettare una recitazione migliore. Hanno colto l’essenza di Louis ed Addie, aggiungendo quel tocco personale che li ha resi ancor più speciali. Menzione speciale per Bonny del mio cuor!

La mia delusione più grande è stata la quasi totale assenza dell’angoscia silente di vivere una vita che va via, rimane, quindi, una storia d’amore tra due vedovi che per solitudine si sono cercati finendo di essere l’uno per l’altra più importanti di quello che si aspettavano.

Non ne consiglio la visione in prossimità della fine della lettura del libro ma li consiglio entrambi,  più il libro ovviamente, a tutti coloro che vogliono vivere la vita liberi, rimanendo ogni giorno sorpresi da essa .

Alla prossima, Miriam

La Sovrana Lettrice

 

download1TITOLO: La Sovrana Lettrice

AUTORE: Alan Bennet

EDITORE: Adelphi

PAGINE: 124

 

 

 

La sovrana lettrice di Alan Bennet è stato pubblicato per la prima volta in Italia nel 2007 da Adelphi.

È un libro che ho letto perché consigliato da Valeria di Read Vlog Repeat , la seguo sempre con piacere e mi fido del suo gusto perciò l’ho preso, in più lei lo descriveva come un libro breve e divertente e in effetti lo è. L’ho letto in meno di due ore mentre ero in sala d’attesa e mi sono fatta qualche risata.

La sovrana lettrice narra le vicende della regina Elisabetta che scopre il piacere della lettura con tutto quello che ne consegue. Sebbene non credo sia questo lo scopo del libro, mi ha fatto molto riflettere l’atteggiamento della regina, che leggendo, trova molte chiavi di volta per cambiare il suo carattere. è stato, per me, motivo di riflessione poiché, avendo letto fin da bambina non avevo mai considerato come, in effetti, ogni libro possa plasmare il proprio modo di essere e di pensare. 14 LA SOVRANA LETTRICEL’ultimo aspetto che mi ha colpito è che la lettura è un muscolo e come tale va sviluppato, anche lo stesso Pennac in Come un Romanzo affermava che molto spesso negli anni ci accorgiamo di poter tornare su libri che prima ci sembravano insormontabili e dopo familiari.

Ho molto apprezzato La sovrana Lettrice soprattutto perché ormai sono entrata nel mood “libri che parlano di libri” mi sembra di non poterne più fare a meno, mi piacciono quest ultimi perché mi confermano nelle mie scelte, come dice lo stesso Bennet “Nei libri non si mette la vita, nei libri la si trova”

È una storia talmente breve e piacevole che lo consiglio a tutti, a coloro che hanno sempre letto e a coloro che si rammaricano di aver cominciato troppo tardi, non c’è mai un tempo esatto e La sovrana lettrice ne è la dimostrazione, per avere sempre un finale a sorpresa!

Alla prossima, Miriam

Da quassù la terra è bellissima

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TITOLO: Da quassù la terra è bellissima

AUTORE: Toni Bruno

EDITORE: Bao Publishing

ANNO: 2016

 

 

 

Da quassù la terra è bellissima è una graphic novel scritta e disegnata da Tony Bruno edita da Bao Publishing nel 2016.

Akim Smirnov è l’eroe sovietico della corsa allo spazio, ma qualcosa in lui dopo la missione si è rotto, e non pare probabile che possa tornare a volare, cosa che invece il governo vorrebbe. Frank Jones, psicologo, è forse il solo uomo che potrebbe aiutarlo a elaborare un trauma quasi impossibile da isolare e comprendere, ma oltrepassare la cortina di ferro significherebbe tradire il proprio paese. La storia dell’incontro di due destini, tra cosmonauti, guerra fredda e un mondo in rapido cambiamento.

Questa è stata la prima graphic novel che ho letto, della bao. Tutti i booktuber che seguo ne parlavano entusiasti ed io ero molto incuriosita così quando alla fiera del libro, Più libri più liberi 2016, ho visto l’autore presente allo stand Bao, non ho resistito alla tentazione di prenderla con una dedica personalizzata!

Non avevo mai letto nulla riguardo il periodo della guerra fredda ma come ogni prima esperienza presenta, sempre, due aspetti: quello bello ed interessante che porta di natura la novità, e quello complicato ed ostico che riguarda l’approccio stesso al nuovo.

7 Da quassù la terra è bellissimaPer il primo aspetto – bello ed interessante – di Da quassù la terra è bellissima non posso che nominare in primo luogo il disegno e la scelta dei colori. Tony Bruno ha uno stile da scoprire, in una prima e frettolosa visione i suoi disegni sembrano principalmente schizzi mentre invece, con una lettura più attenta si nota la cura e i dettagli di ogni tavola. Altra nota d’onore la merita la scelta delle nuance che cambiano con il variare delle scene: tese, rilassate, commoventi e dolorose ad ognuna la sua sfumatura.

Altra qualità di questa graphic novel è legato al lato psicologico. L’eroe sovietico dopo l’ultima missione soffre di attacchi di panico e con l’aiuto di Frank Jones, lo psicologo, tenta di superare questo problema. Tutti noi sappiamo per definizione cos’è l’attacco di panico ma pochi lo hanno sperimentato in prima persona e credo che l’autore nel rendere in letteratura un problema psicologico abbia creato un piccolo capolavoro.

Passiamo ora al secondo aspetto – complicato ed ostico – c’è un fatto nella storia che non ho ben compreso, è un piccolo passaggio che, confrontandomi con altri lettori,  ha lasciato varie perplessità. La storia, precisiamo, è chiara ma credo che in alcuni casi una vignetta in più avrebbe reso ancor più trasparente e lineare il proseguire della storia.

Da quassù la terra è bellissima è una graphic novel che consiglio a tutti: a coloro che stanno affrontando problemi che pensano non abbiano soluzione; a coloro che guardano al passato come insuperabile e a coloro che in un’amicizia nata nel modo più improbabile hanno trovato una svolta per il futuro.

Alla prossima, Miriam

 

Il Suono del Mondo a Memoria

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TITOLO: Il suono del mondo a memoria

AUTORE: Giacomo Bevilacqua

EDITORE: Bao Publishing

ANNO: 2016

 

 

 

Il suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua è una graphic novel pubblicata dalla BAO Publishing nel 2016 vincitrice, nell’ultima edizione del Lucca Comics and Games, del Premio Speciale Feltrinelli assegnato dalle Librerie.

Ho sentito parlare molto di questa graphic novel perciò quando ho saputo che l’autore sarebbe stato presente all’ARF! Festival non ho resistito al desiderio di comprarla e farmi fare una dedica personalizzata.

Di norma, quando mi consigliano i libri, tendo a prendere nota del titolo, lo inserisco nella mia wishlist di amazon e aspetto, e spero, che qualche buon amico decida di comprarmelo. Le mie economie, ma soprattutto il periodo storico in cui vivo – mancano sei mesi al mio matrimonio – non mi consentono di spendere e spandere, anche se lo vorrei, ma, come tutti i buoni propositi, vengono fatti per essere infranti ed è così che Il suono del mondo a memoria – con dedica personalizzata – è venuto a casa con me!

16 Il suono del mondo a memoriaLa storia racconta di Sam, un giovane fotografo, che si trasferisce a New York per superare una prova contro se stesso, contro le persone e quindi contro la città stessa. La città, come in quasi tutte le storie in essa ambientate, non fa da sfondo ma è parte integrante della narrazione, non solo per i disegni che ne ritraggono scorci e vedute sorprendenti, ma perché risponde e provoca il protagonista che si ritroverà a sfidarsi con lei. Personalmente, proprio per il gran rumore che accompagna il nome di New York, l’ho sempre snobbata, in fin dei conti io vivo a Roma, Caput Mundi, la città più bella del mondo, Culla dell’occidente…Beh! Giacomo Bevilacqua è il primo che mi ha regalato un’altra prospettiva; sarà per la storia, per le casualità o più semplicemente per due, tre tavole che mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta; sta di fatto che ora non vedo l’ora di visitare i luoghi da lui disegnati!

Il suono del mondo a memoria è, di per sé,  una storia d’amore piuttosto semplice ma arricchita da alcuni cambi di scena con cui l’autore è riuscito a renderla interessante ed estremamente diversa da qualsiasi cosa avessi letto. Il disegno, i colori e il racconto mantengono un mood delicato e dolce ma anche ironico e sagace al tempo stesso, che coinvolgono il lettore fino all’ultima battuta.

Non voglio svelarvi altro perché, per le graphic novel molto più che per i libri, è facile cadere in spoiler e come sapete io ne sono fortemente allergica; spero di avervi incuriosito perché davvero merita la vostra attenzione.

La consiglio a tutti: a chi è innamorato e a chi lo è di New York, a quelli che hanno affrontato una sfida e a tutti quelli che la devono ancora affrontare,  a coloro che, cambiando prospettiva, si sono resi conto che non stavano ascoltando se stessi, ma si erano semplicemente convinti di conoscere il suono del mondo a memoria.

Alla prossima, Miriam